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Stretta dell'Inps, l'isolamento non è malattia

L'equiparazione alla malattia solo quando la quarantena è decisa dalla Asl o dal medico, non per il semplice isolamento domiciliare. Lo precisa l'Inps

Mentre si attende, nelle prossime ore, il nuovo dpcm del Governo con le nuove misure (che a questo punto è certo saranno nuove restrizioni) di contenimento del contagio da Covid-19, l'Inps interviene per fare chiarezza sul nodo della quarantena equiparata a malattia. 

Il senso è che il semplice isolamento domiciliare, nel caso ad esempio di nuovi lockdown che impediscano alle persone di lavorare, non sarà equiparato in modo automatico alla malattia. La precisazione dell'Istituto (contenuto nella nota n. 3653 del 9 ottobre 2020) spiega infatti "che in tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena ai sensi del comma 1 dell’articolo 26, in quanto la stessa prevede un provvedimento dell’operatore di sanità pubblica". 

Il riconoscimento di malattia, quindi si ha solo quando a decidere la quarantena è un operatore sanitario, la Asl o il medico di medicina generale o quello dell'ospedale con un provvedimento.

La nota precisa anche la posizione dei cosiddetti "lavoratori fragili" a cui la malattia non viene riconosciuta se sono in "smart working" a meno di malattia conclamata.