Attualità

Toscana commissariata sul dimensionamento scolastico

Il governo ha assunto la decisione che riguarda anche Umbria, Sardegna ed Emilia-Romagna. La Regione: "Scelta ingiusta, sulla scuola non si taglia"

Sul dimensionamento scolastico, ovvero gli accorpamenti degli istituti con un numero di studenti al di sotto della soglia stabilita dal ministero, il governo ha deciso di commissariare la Toscana e le regioni Umbria, Sardegna ed Emilia Romagna, vale a dire le Regioni che si erano opposte all'attuazione del provvedimento. E' stato nominato un commissario ad acta per procedere con con gli accorpamenti degli istituti scolastici.

La decisione è arrivata durante l'ultima seduta del Consiglio dei ministri, a cui erano state chiamate a partecipare anche le quattro Regioni coinvolte. Per la Toscana, su delega del presidente Eugenio Giani, ha partecipato ed è intervenuta spiegando le ragioni che avevano portato a sospendere il dimensionamento, l'assessora con delega all'istruzione Alessandra Nardini.

Il numero delle istituzioni scolastiche autonome attualmente presenti in Toscana è di 466 ma con gli accorpamenti diventerebbero 450. Sono infatti previsti 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa Carrara e di Pistoia, 2 per la Città metropolitana di Firenze e altrettante per la provincia di Grosseto e per la provincia di Siena.

"Sulla scuola non si taglia"

“Fin dall'inizio di questa vicenda nel 2023, abbiamo sempre ribadito un concetto chiaro: sulla scuola pubblica non si taglia ma si investe. Lo abbiamo sostenuto in ogni passaggio in Conferenza delle Regioni e presentando vari ricorsi in questi anni contro la logica degli accorpamenti degli istituti scolastici", spiegano Giani e Nardini. 

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E proseguono: “Pur contestando la norma, quest'anno avevamo provveduto a dimensionare secondo le indicazioni del ministero, ma abbiamo ritenuto doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell'esito del ricorso straordinario che abbiamo presentato al presidente della Repubblica. Il governo invece con la scelta di oggi decide di andare avanti e di non accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei tagli che sono sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti toscani".

La Regione Toscana infatti, come già affermato anche precedentemente, ribadisce che basando il conteggio degli accorpamenti sui numeri reali di studentesse e studenti, e non sulle stime, si passerebbe dai 16 imposti quest'anno dal governo ad 8, dimezzando il numero dei tagli.

La decisione governativa si basa su uno scostamento di circa 8mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal ministero e quanto attestato dall’Ufficio scolastico regionale della Toscana: 428.679 studentesse e studenti contro 436.671 iscritte e iscritti reali. 

Presidente e assessora hanno anche sottolineato il confronto che in questi mesi c'è stato con enti locali e sindacati: “A nostro avviso il governo avrebbe dovuto – questo il parere di Giani e Nardini – attendere il pronunciamento del presidente della Repubblica in merito alla questione. Invece ha voluto procedere d’imperio con una decisione che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata, dettata soltanto dalla volontà di tagliare a tutti i costi e non adeguata alla realtà scolastica della nostra Regione, che aveva già visto in passato un corretto dimensionamento con la creazione di istituti comprensivi in un'ottica di continuità verticale. Adesso questi tagli rischiano di avere ripercussioni negative dal punto di vista sia didattico che occupazionale".