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Sanità, la Toscana sperimenta l'intelligenza artificiale

La Regione partecipa alla sperimentazione nazionale promossa da Agenas. Al progetto hanno aderito 100 medici di medicina generale

La Regione Toscana partecipa alla sperimentazione nazionale sull’intelligenza artificiale promossa da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. All'iniziativa, che prende il via in questo mese di Gennaio e durerà 12 mesi, hanno già aderito 100 medici di medicina generale, distribuiti in tutte e tre le Asl toscane.

Al centro del progetto, finanziato con le risorse del Pnrr, c'è Mia – Medicina intelligenza artificiale, unico strumento di AI in Italia approvato dal Garante per la protezione dei dati personali.

Questa piattaforma affiancherà i medici nell’inquadramento diagnostico di base e nei primi approfondimenti, nella gestione della cronicità selezionando informazioni utili alla rivalutazione periodica del paziente e nelle attività di prevenzione e promozione della salute.

La piattaforma si basa su un motore nazionale dedicato, nel quale vengono caricati materiali e contenuti validati, integrabili con basi di dati locali e supervisionati da un comitato scientifico. Tutto ciò avviene nel rispetto della tutela della privacy: la piattaforma, infatti, non prevede in alcun modo il trattamento o l’utilizzo dei dati personali degli assistiti.

A livello nazionale il progetto punta a coinvolgere 1500 professionisti, chiamati a testare l’infrastruttura e a migliorarne le funzionalità. Alle Regioni spetta garantire il coordinamento delle attività e la formazione dei professionisti coinvolti.

“L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile solo se resta al servizio delle persone e del lavoro dei professionisti - dichiara l’assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni -. Per noi l’innovazione ha senso solo se rafforza la relazione di cura, sostiene le decisioni cliniche e migliora la qualità dell’assistenza, senza mai sostituire il ruolo, la responsabilità e l’autonomia del medico”.

“La sperimentazione di Mia va esattamente in questa direzione - prosegue Monni - affiancare i professionisti, offrendo supporti basati su conoscenze validate e su un utilizzo trasparente e controllato della tecnologia, nel pieno rispetto dei diritti, della privacy e della dignità delle persone”.