Attualità

52 annegamenti in due anni nelle acque toscane

Le vittime sono quasi equamente suddivise fra mare e acque interne: nei dati dell'Istituto superiore di sanità la mappa del pericolo, come proteggersi

Foto di repertorio

E' di 52 persone annegate in due anni il drammatico bilancio degli annegamenti mortali avvenuti nelle acque toscane fra mare, fiumi e laghi e piscine. All'indomani della tragedia in cui ieri sera a Pietrasanta un ragazzo di 25 anni ha perso la vita tra le onde, è l'Istituto superiore di sanità a diffondere un report sul biennio 2024-2025 che mette a fuoco le cifre di un fenomeno di portata più ampia di quanto si pensi.

In Italia, infatti, si sono contati 604 annegamenti fatali nel biennio 2024-2025, in prevalenza di maschi e quasi equamente divisi tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. La fotografia viene dalla relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione*, ed è stata presentata oggi durante un convegno nella sede dell’Iss. 

In termini assoluti, i dati indicano che nel biennio 2024-2025 le regioni con il maggior numero di annegamenti sono state la Lombardia (90 casi; 14,9% del totale nazionale), il Veneto (73; 12,1%), la Toscana (52; 8,6%), il Lazio (51; 8,4%), Puglia, Sardegna e Sicilia (41; 6,8%) e l'Emilia-Romagna (37; 6,1%).

Il censimento degli eventi è stato effettuato, spiega l'Istituto superiore di sanità, tramite "una raccolta sistematica delle notizie di cronaca realizzata tramite tecniche di web scraping". 

Chi

Il fenomeno è nettamente maschile: nei casi per i quali è specificato il genere i maschi sono la maggioranza con 482 casi, pari all’80,7%. 

Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa 23% bambini e giovani fino a 24 anni mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all’età dei soggetti annegati. 

Dove

La maggior parte degli annegamenti avviene in mare (281) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% dei casi. 

Un numero inferiore (37 annegamenti) ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti avviene nelle piscine

Perché

Complessivamente il “malore in acqua” rappresenta la causa principale (44,9%), seguito dalle “cadute in acqua”, dalle “condizioni meteo avverse / mare mosso” e dal “ritorno a riva impedito da un ostacolo/correnti di ritorno”. 

In circa il 6% dei casi è stato possibile rilevare che nonostante fosse presente la segnalazione di pericolo con la bandiera rossa tale indicazione era stata disattesa. 

Quali precauzioni

Dall'Istituto superiore di sanità arriva un decalogo per vacanze serene e tuffi in tranquillità. Ecco le regole, la parola agli esperti.

Genitori e accompagnatori

Ragazzi e adulti

Anziani

Tutti

Gli esperti

L’Osservatorio è stato istituito dal Ministero della Salute nell’Ottobre del 2019.

Hanno partecipato alla stesura del Rapporto: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (GNRAC), Anci, Società Nazionale di Salvamento, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.