Dei 20 punti monitorati nella costa toscana, 10 sono risultati oltre i limiti di legge: è l'infausto esito dei campionamenti effettuati come ogni anno da Goletta Verde, che hanno rivelato nelle acque marine concentrazioni microbiologiche elevate di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali specialmente in corrispondenza delle foci dei fiumi, ma non solo.
Il monitoraggio della costa della Toscana quest'anno si è svolto nei giorni 6, 7 e 8 Luglio: i volontari e le volontarie di Goletta Verde di Legambiente hanno campionato 20 punti alla ricerca di potenziale inquinamento per una mancata o inefficiente depurazione.
Entrando nello specifico dei punti campionati il 20% è risultato inquinato, mentre il 30% è risultato fortemente inquinato, secondo il giudizio di Goletta Verde. Il monitoraggio ha riguardato il 25% dei punti a mare (5) e il 75% dei punti prelevati in situazioni critiche di scarico, foci di fiumi (15), per un totale di 20 punti.
I risultati sono stati presentati da Legambiente Toscana nel corso di una conferenza stampa da Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana, Marco Mancini, ufficio scientifico Legambiente nazionale, Federico Gasperini, direttore Legambiente Toscana, Pietro Rubellini, Commissario ARPAT, Alessia Merlo, responsabile Coordinamento Area 2 – CONOU e Tommaso Campanile, presidente CONOE.
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I risultati dei campionamenti
Nei 6 punti monitorati nella provincia di Grosseto il 50% è risultato entro i limiti e sono il prelievo alla foce del fiume Bruna a Castiglione della Pescaia, il mare presso la foce del fiume Albegna in località Bocche di Albegna a Orbetello e la spiaggia fronte canale in località Poggio Pertuso/Cala Galera a Monte Argentario.
Dei restanti 3 punti è risultata inquinata la foce del fiume Osa in località Fonteblanda a Orbetello, mentre fortemente inquinati il punto alla foce del fiume Gora a Follonica e il punto al fosso della Tagliata Etrusca ad Ansedonia (nel Comune di Orbetello).
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Ancora 6 i punti monitorati nella provincia di Livorno, inclusi 4 punti all'Elba. I risultati del monitoraggio decretano quattro punti entro i limiti: la foce del fiume Cecina a Marina di Cecina, la foce unica dei fossi di Mola, in località Mola nel comune di Capoliveri, il fosso della Madonnina in località punta della rena a Portoferraio, la foce del fosso Galea la Pila nel comune di Campo nell'Elba. Gli altri due punti sono la foce del fosso/scarico Salivoli a Marina di Salivoli nel comune di Piombino risultato fortemente inquinato e la spiaggia presso il moletto del pesce in località porto a Marciana Marina risultato inquinato.
In Versilia sono stati monitorati 2 punti entrambi risultati oltre i limiti di legge: la foce del fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta risultato fortemente inquinato e la foce del fosso Abate al Lido di Camaiore risultato inquinato.
Al monitoraggio di Goletta Verde dei 4 punti di prelievo in provincia di Massa-Carrara, sono risultati fortemente inquinati i punti alla foce del torrente Lavello in località Partaccia nel comune di Massa e la foce del fiume Brugiano in località tra Partaccia e i Ronchi sempre a Massa. È risultato inquinato il punto alla foce del torrente Carrione a Marina di Carrata, mentre entro i limiti è il punto alla foce del fiume Versilia in località Cinquale, nel comune di Montignoso.
Sono 2 i punti monitorati nella provincia di Pisa che risultano entro i limiti di legge al monitoraggio di Goletta Verde, i punti prelevati presso la foce del fiume Arno a Marina di Pisa e la foce del canale scolmatore in località Calambrone.
E i cartelli di divieto di balneazione?
L'obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare e denunciare criticità, che minacciano il nostro litorale per una mancata o inefficiente depurazione, affinché si tuteli la salute dei bagnanti e l'integrità degli ecosistemi naturali.
Rispetto ai cartelli di divieto di balneazione, uno strumento utile per un'informazione semplice per avvisare i bagnanti di eventuali criticità, i tecnici di Goletta Verde non li hanno trovati nel 60% dei punti monitorati alla foce dei fiumi, in ben 12 casi infatti erano assenti.
"L'installazione di questi avvisi - spiega Legambiente - è responsabilità diretta delle amministrazioni costiere che governano il territorio e devono provvedere a una corretta informazione ai cittadini nel caso in cui ce ne sia bisogno. Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili, ma crediamo sia utile che questa informazione sia sempre restituita ai cittadini, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti, che potrebbero essere quindi esposti anche a un potenziale rischio di contaminazione fecale per una inefficiente o assente depurazione".
Per quanto riguarda la qualità delle acque di balneazione non sono stati trovati dai tecnici di Goletta Verde i cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell'acqua di balneazione nell'85% dei punti di prelievo, infatti solo in 3 punti sono stati identificati tali cartelli.