E' di 2.172 aggressioni con 2.200 operatori coinvolti il bilancio 2025 delle violenze fisiche e verbali al personale sanitario in Toscana.
I dati del fenomeno sono esposti nell'ultima relazione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, diffusa dal ministero della salute attraverso il suo portale.
Le vittime sono in maggioranza donne (1.589), mentre gli infermieri risultano la categoria più esposta: 1.171 episodi.
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I medici chirurghi hanno invece subito aggressioni 349 volte nel 2025.
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Le aggressioni fisiche sono state 582, ma i sanitari hanno subito anche 1.700 aggressioni verbali e 105 contro le proprietà.
Quanto ai luoghi, 1.437 casi sono avvenuti in ambito ospedaliero, fra cui al pronto soccorso si sono verificati 452 episodi e 256 presso i servizi psichiatrici.
Sono i pazienti ad aver preso di mira chi li curava nella gran parte dei casi (1.252), mentre a seguire ecco i loro parenti o caregivers (572). Lo hanno fatto in prevalenza nei giorni feriali (1.688 casi) al mattino (841 casi).
Di seguito l'intera tabella dei dati toscani contenuta nella relazione.
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Un fenomeno, le difese
"Da Luglio 2018 - recita la relazione - Regione Toscana ha attivato uno specifico percorso di crescita inerente al tema della prevenzione degli atti di violenza verso gli operatori sanitari. Tale percorso ha previsto l’adozione, da parte delle aziende e degli enti del Ssr, di alcune misure".
Fra le misure di prevenzione, ci sono "azioni di informazione e comunicazione rivolte alla cittadinanza, azioni di formazione/informazione rivolte agli operatori sanitari e sociosanitari e misure infrastrutturali e tecnologiche, fra cui l'installazione di nuove e ulteriori telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso sia all’interno sia all’esterno degli edifici, installazione di pulsanti di allarme o emergenza, collegati a control room; installazione di dispositivi di controllo degli accessi a edifici e locali con badge a rfid; acquisto e sperimentazione di dispositivi di emergenza indossabili con possibilità di chiamata di emergenza con localizzazione Gps". Sono stati stanziati complessivamente euro 2.100.000.
E' stato inoltre istituito l'Osservatorio regionale per monitorare il fenomeno, coordinato da Regione Toscana e costituito da referenti professionali delle aziende/enti del Ssr.
"L’Osservatorio - si sottolinea - monitora ogni episodio di violenza, segnalato dal personale, indipendentemente dalla gravità e dalle conseguenze dell’evento, raccogliendo le informazioni in maniera aggregata" riunendosi a cadenza almeno trimestrale ed esaminando questionari di rilevazione.
Ancora, è stato istituito un gruppo di lavoro composto, oltre che da personale del Settore regionale Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Vita e di Lavoro, dai Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione (Rspp) delle Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie, da due operatori per ciascuna Asl, esperti in salute e sicurezza del lavoro e da un componente del Centro Regionale Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente.