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Api toscane sotto l'assedio della vespa velutina

In tre anni sono stati eliminati circa 1.300 nidi del calabrone asiatico, specie aliena che sta colonizzando anche la Toscana. Le misure di contrasto

Un nido di vespa velutina

Circa 1.300 nidi eliminati in tre anni, oltre il 90% dei quali fra le province di Massa-Carrara e Lucca ma è l'intera Toscana a muoversi per fronteggiare l'attacco del calabrone asiatico a zampe gialle, o vespa velutina, minaccia concreta al settore dell'apicoltura regionale come predatore diretto delle api mellifere.

L'insetto di specie esotica invasiva che sta ormai colonizzando anche le nostre latitudini può portare fino al 50% di perdite negli alveari, e non pago attacca anche altri insetti pronubi. Eliminando i principali responsabili dell’impollinazione e della riproduzione delle piante, la vespa velutina contribuisce alla perdita di biodiversità vegetale. Studi recenti calcolano in 62 il numero di specie a rischio di estinzione in Toscana.

Ed ecco allora che la Regione e tutti gli attori coinvolti e colpiti si muovono uniti per contrastare la presenza della vespa velutina. Ieri un convegno svoltosi a Firenze è stato l'occasione di confronto tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore apistico per fare il punto sul Piano di gestione della vespa velutina nel triennio 2023-2025.

L’evento, aperto dall'assessore all'agricoltura Leonardo Marras, ha visto la partecipazione degli esperti dell’Ispra, delle istituzioni scientifiche e delle associazioni apistiche regionali, per fare il punto sull’emergenza che minaccia un settore d'eccellenza del territorio toscano. 

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La specie esotica invasiva arreca ingenti danni al comparto apistico rappresentando una minaccia per tutti gli insetti pronubi e quindi per la biodiversità dei nostri ecosistemi.

La Toscana è la seconda regione in Italia per numero di apicoltori commerciali (oltre 2.000), la terza per numero totale di apicoltori e la quarta per numero di apiari.

"Una minaccia strutturale"

"La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione - ha commentato Leonardo Marras, assessore all'economia, al turismo e all'agricoltura della Regione Toscana - perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi". 

"I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni - sono state le sue parole - dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti. Dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica. Per questo intendiamo rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica". 

"La Regione continuerà a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l'attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.

Durante i lavori sono emerse proposte di revisione delle metodiche previste per il contenimento della specie, alla luce dell'esperienza dei tre anni di attuazione del piano e anche in considerazione del significativo bilancio nel triennio.