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Barriere architettoniche, promossi 7 capoluoghi su 11

L'indagine dell'Associazione Luca Coscioni mette sotto la lente d'ingrandimento 118 Comuni in Italia: Toscana sopra la media, ma ci sono 4 rimandati

Promossa più della metà dei capoluoghi toscani. Che, come previsto dalla legge del 1986, hanno approvato il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche con delibera del Consiglio comunale. È quanto emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione del provvedimento, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani.

In Toscana, appunto, risultano in regola sette province su 11: nel dettaglio, pollice in su per Arezzo, che ha approvato il Piano nel 2016, Firenze (2015), Livorno (2023), Lucca (2024), Pisa (2013), Prato (1991) e Siena (2018).

Sul fronte delle province "rimandate", Grosseto ha adottato il Piano con delibera della Giunta nel 2023, ma dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale. Carrara e Massa risultano, invece, in fase di realizzazione del Piano: nel caso di Carrara, il Comune ha affidato nel 2025 l’incarico a un professionista per la redazione del documento e ha attivato anche un questionario pubblico per la raccolta di segnalazioni. A Massa, l’incarico è stato affidato con determina dirigenziale nel 2024 e dal sito istituzionale emerge che il Piano risulterebbe completato a Dicembre 2025, ma nella sezione Amministrazione trasparente non è stata reperita la delibera.

Nessuna informazione disponibile invece per Pistoia, dove sui siti istituzionali e nella sezione Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al Piano e la richiesta di accesso agli atti promossa dall’Associazione non ha ricevuto risposta.

"Il quadro regionale mostra una situazione complessivamente più avanzata rispetto alla media nazionale - hanno spiegato dall'Associazione Luca Coscioni - dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma, emerge che 43 Comuni pari al 36,4% hanno approvato il documento con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6% hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2% sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8% risultano sprovvisti con informazioni non reperibili".

"A quarant’anni dalla legge istitutiva, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali - ha spiegato Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità - non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa".