Attualità

Boom di imprese agricole giovanili, oltre mille in 3 anni

Negli ultimi tre anni sono moltissime le aziende agricole guidate da under 40 in tutta la Toscana: soltanto nel 2025 ne sono nate 300

Crescono le imprese agricole under 40 in Toscana. Secondo il quadro delineato da Giovani Impresa Coldiretti Toscana, sulla base dei dati Infocamere della Camera di Commercio della Toscana nord ovest, negli ultimi tre anni sono nate oltre mille nuove imprese in questo settore, più di 300 soltanto nel 2025.

Un dato incoraggiante, sostenuto dalle risorse messe in campo dai bandi regionali per favorire il primo insediamento nelle aree rurali. Del resto, quasi una nuova azienda agricola su due è nata nell’ultimo biennio e nelle campagne toscane è in corso la più grande transizione generazionale del dopoguerra: secondo gli ultimi dati sono oltre 3.600 i giovani oggi alla guida di imprese agricole.

"Le risorse messe a disposizione per il ricambio generazionale nella nostra regione, soprattutto dall’ultimo bando del Complemento di Sviluppo Rurale da circa 60 milioni di euro hanno permesso a tante imprese, circa 400, di vedere la luce - ha detto Francesco Panzacchi, delegato Giovani Coldiretti Toscana - ci aspettiamo lo stesso effetto bazooka dall’edizione del nuovo bando che si chiuderà il prossimo 4 Giugno del complemento di sviluppo rurale".

"C’è un grandissimo interesse che misuriamo attraverso la partecipazione ai nostri open day dedicati a questa misura - ha aggiunto - la dotazione di 100mila euro a fondo perduto è un sostegno senza precedenti per questo settore nella nostra regione. L’investimento sui giovani è un investimento sul futuro delle aree interne. La nostra è la generazione che più di altre sta beneficiando delle opportunità della legge di orientamento voluta proprio da Coldiretti: una legge che il 20 Maggio festeggerà 25 anni".

"Non è vero che i giovani non hanno voglia di impegnarsi. Ma vanno aiutati, sostenuti e accompagnati - ha spiegato Enrico Parisi, delegato nazionale di Giovani Impresa Coldiretti - le aziende giovanili sono in prima linea nel contrastare il calo demografico, ma si scontrano con tre grandi criticità a cui dobbiamo dare risposte concrete: l’accesso al credito, alla terra e alle competenze. Dobbiamo dare speranza ai giovani agricoltori che vogliono restare nel nostro Paese, lavorare e creare occupazione, offrendo così alle future generazioni la possibilità di entrare in contatto con il nostro mondo".