Attualità

Cereali nei campi divorati da stormi di colombacci

Grano ma non solo, con le produzioni decimate dai pennuti ne mangiano 12 chili al giorno. L'allarme degli agricoltori che vedono sfumare i raccolti

Stormi di colombacci ormai stanziali che divorano i cereali nei campi facendo sfumare i raccolti degli agricoltori che li hanno seminati e cresciuti con tanta cura: Cia Toscana lancia l'allarme per i danni alle aziende agricole, certo, ma anche all'economia rurale regionale che nella cerealicoltura ha uno dei suoi segmenti più significativi.

Ma i colombacci non perdonano e sono di una voracità impressionante: "Ogni attacco condotto da uno stormo – evidenzia Cia Toscana – comporta una perdita immediata di almeno 12 chilogrammi di granella al giorno. Sull’intero periodo produttivo, i danni complessivi possono arrivare a superare il 60% della produzione totale, azzerando i già ridotti margini di guadagno del settore cerealicolo". 

Insomma: "Il colombaccio rappresenta oggi la principale causa di danno in regione subito dopo il cinghiale e il capriolo, provocando perdite che in singole realtà aziendali hanno toccato i 40mila euro in una sola annualità". Non è il primo anno che il fenomeno si verifica, e oltre ai cereali coinvolge anche girasole, ceci, ortaggi e uva.

L'associazione sollecita attenzione, e per questo ha inviato una lettera al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras, al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika e agli uffici regionali.

“L’evidenza riscontrata direttamente sul posto dagli uffici regionali e dai tecnici competenti – spiega il presidente Cia Toscana Valentino Berni, ha confermato uno scenario estremamente allarmante. Nei campi visitati è stata accertata un’altissima densità di colombacci e la presenza di estese e frequenti zone di allettamento del grano. Si tratta di un danno diffuso e devastante che, pur rimanendo poco percettibile osservando i campi dal basso, risulta evidente e massiccio se esaminato da punti sopraelevati”.

"Situazione insostenibile per gli agricoltori, il colombaccio deve essere subito inserito fra le specie di controllo (ovvero interventi straordinari di abbattimento), sbloccando i piani straordinari di contenimento all’interno delle aree colpite. Distrutte intere produzioni di grano, ma anche altri cereali, e poi girasole, ceci e colture primaverili", chiedono gli operatori del settore agricolo.