Nelle cooperative toscane della sanità metà dei soci è donna, ma restano ancora in minoranza nelle posizioni apicali: il 76,9% dei presidenti dei consigli di amministrazione è uomo. Il dato emerge dall'ultimo report del Fondo Sviluppo sull'andamento 2025 di Confcooperative Toscana.
Nel complesso, le donne rappresentato quasi il 47% della base sociale e la maggioranza assoluta nelle cooperative a specializzazione sanitaria (68,5%). Una forte partecipazione che tuttavia non si riflette nei ruoli di vertice, dove la leadership resta prevalentemente maschile. Resta inoltre limitato il ricambio generazionale: nessun presidente ha meno di 35 anni, e la fascia più rappresentata è quella tra i 46 e i 65 anni, con una quota rilevante di over 66.
"Siamo soddisfatti dell’ampia partecipazione femminile tra i soci - dichiara Anna Batini, presidente di Confcooperative Sanità Toscana - ma dobbiamo fare di più su due fronti: portare ancora più donne ai vertici e aprire le porte ai giovani, rendendoli protagonisti nelle posizioni apicali”.
In tutta la Toscana sono 15 le strutture aderenti alla confederazione. Di queste, circa la metà (53,3%) sono cooperative a specializzazione sanitaria, mentre le cooperative di medici rappresentato il 26,7% seguite dalle mutue sanitarie (13,3%) e farmaceutiche (6,7%). Sul fronte della sostenibilità economico-finanziaria, il 36,4% delle Pmi è in fascia I (sicura) e il 45,5% in fascia II (solvibile), con soltanto il 18,2% in fascia di vulnerabilità e nessuna posizione di rischio o default. Inoltre, 6 addetti su 10 sono anche soci delle cooperative in cui lavorano, quota che sale a 6,5 su 10 nelle strutture a specializzazione sanitaria.
"Il modello cooperativo sanitario - si legge in una nota di Confcoopertative Toscana- esprime una forte vocazione al servizio territoriale, con una gamma di specializzazioni che copre l'intera filiera della salute: dalle cooperative di medici alle mutue, dalle farmacie alle strutture a specializzazione sanitaria. La dimensione prevalente è quella micro e piccola — il 47% delle aderenti rientra nella categoria micro — ma sono presenti anche realtà medie e grandi, a testimonianza di un sistema che sa crescere senza perdere il radicamento locale".
"I dati ci restituiscono l'immagine di una cooperazione sanitaria che in Toscana funziona e tiene, anche nei momenti di maggiore pressione sul sistema salute. Portiamo servizi essenziali nei territori, in modo capillare, stando accanto ai cittadini - commenta Batini - Siamo capaci di coprire ambiti molto diversi — dalla medicina di base alla farmacia, dalle mutue alle strutture specializzate — con una solidità finanziaria che ci distingue nel panorama cooperativo regionale. La mutualità interna è alta e questo ci dice che chi lavora nelle nostre cooperative ci crede davvero".