Su 278 visite mediche preventive su persone straniere effettuate in Toscana nel corso del 2025, 66 sono risultate non idonee ad essere inviate in Cpr: il dato arriva dall'assessora regionale a sanità e sociale Monia Monni che ieri, nell'aula del Consiglio regionale della Toscana, ha risposto a un'interrogazione del consigliere regionale Fdi Diego Petrucci.
Il resoconto è arrivato proprio nel giorno in cui è giunta la notizia dell'individuazione, da parte del ministero degli interni, di un possibile collocamento di un centro di permanenza per i rimpatri in Lunigiana. La Toscana, infatti, è priva di una simile struttura.
La polemica si infiamma, e l'interrogazione che puntava a far luce sulle "possibili criticità relative allo screening medico preventivo per l'accesso degli stranieri ai centri di permanenza per il rimpatrio" ha fornito un tassello.
In dettaglio ecco il resoconto sulle attività di merito nel 2025:
- Azienda Usl Toscana Sud-Est: un non idoneo su 46 visitati
- Azienda Usl Toscana Centro: 65 non idonei su 220 visitati
- Azienda Usl Toscana Nord-Ovest: i 12 visitati erano tutti idonei
Nel corso delle visite preventive, ha spiegato Monni, i medici devono "certificare se le condizioni di salute delle persone siano o no compatibili per un regime di reclusione all'interno di un Cpr".