Attualità

Educare all'uguaglianza di genere partendo dalla scuola

Promuovere il rispetto e contrastare la violenza di genere: il progetto della Regione con Fondazione Giulia Cecchettin e università di Firenze

Promuovere il rispetto, combattere gli stereotipi e contrastare la violenza di genere partendo dall’educazione, con un percorso di formazione destinato agli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie.

E' questo l'impegno del progetto nazionale “Educare all’uguaglianza di genere, fin dall’infanzia”, promosso dall’Università di Firenze e dalla Fondazione Giulia Cecchettin Ets. 

All'iniziativa ha aderito la Regione Toscana, che metterà a disposizione 44mila euro per sostenere la ricerca volta a valutare l'efficacia dei percorsi formativi messi in campo.

Alla presentazione del progetto, avvenuta questa mattina, c'erano Gino Cecchettin, padre di Giulia e presidente della fondazione, insieme all'assessora regionale alle pari opportunità Cristina Manetti, alla professoressa Irene Biemmi in qualità di responsabile scientifica del corso e del progetto di ricerca, e ai rappresentanti dell’Università di Firenze.

Il progetto si inserisce nell'ambito delle politiche regionali per la cittadinanza di genere e la prevenzione e il contrasto della violenza. E proprio sul tema della prevenzione si è soffermato il presidente della Regione Eugenio Giani: “La violenza contro le donne è una ferita profonda della nostra società – ha affermato Giani – e contrastarla significa agire con determinazione anche sul terreno della prevenzione. È un impegno che deve coinvolgere le istituzioni, la scuola, le famiglie e l’intera comunità. Partire dall’educazione delle nuove generazioni significa lavorare per un cambiamento culturale vero, insegnando fin dai primi anni il valore del rispetto, della parità e della libertà. La Toscana ha scelto di sostenere questo progetto perché crediamo che investire sulla formazione e sulla consapevolezza sia fondamentale per costruire una società nella quale la violenza e la sopraffazione non trovino più spazio”.

Dello stesso avviso l'assessora Manetti, che ha sottolineato proprio l'importanza dell'educazione e della formazione. "E' fondamentale cominciare fin dall’infanzia e dalla scuola - ha osservato- aiutando bambine e bambini a crescere liberi da stereotipi e a costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla libertà e sulla parità. In questo percorso gli insegnanti hanno un ruolo decisivo e devono poter contare su strumenti e formazione adeguati. L’adesione della Regione Toscana a questo progetto nasce proprio dalla volontà di investire sulla prevenzione, mettendo insieme scuola, ricerca e formazione per contribuire a un cambiamento culturale profondo e duraturo”.

“La scuola è il primo luogo in cui le persone si formano, imparano a stare in relazione con gli altri e sviluppano il proprio modo di pensare - afferma Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin Ets - È quindi fondamentale che la prevenzione della violenza di genere parta da qui: le insegnanti e gli insegnanti sono le persone a cui affidiamo i nostri figli e le nostre figlie e, insieme alle famiglie, hanno il compito di educarli e accompagnarli in un tratto importante della loro vita. La Fondazione promuove percorsi di educazione alle relazioni, al rispetto e all’affettività che non intendono sostituirsi alle famiglie, ma rafforzarne il ruolo educativo attraverso un lavoro condiviso tra scuola, territorio e genitori. Per svolgere al meglio questo compito, però, occorre fornire strumenti concreti per riconoscere e decostruire gli stereotipi di genere, così radicati nella nostra cultura, e alimentare relazioni fondate sul rispetto, sull’empatia e sulla parità. Dobbiamo renderci conto che la violenza ha una causa: non esplode all’improvviso, ma si genera da modelli di relazione basati sul dominio e sul controllo, che vanno necessariamente cambiati. Investire nella formazione fa rima con prevenzione: significa agire prima, affinché nessun’altra famiglia debba conoscere il dolore della perdita”.

Per quanto riguarda la ricerca sull'efficacia dei percorsi formativi, circa 40 dei 44mila euro stanziati dalla Regione saranno destinati a due borse di studio dedicate alle attività di ricerca, mentre i restanti saranno utilizzati per la diffusione dei risultati attraverso iniziative e pubblicazioni.

L'obiettivo della ricerca è quello di valutare la consapevolezza di genere del personale docente, i bisogni formativi e le competenze acquisite durante il corso, attraverso questionari focus group e interviste che coinvolgeranno indicativamente 80 insegnanti. Parte della ricerca interesserà anche le classi, con attività didattiche che saranno svolte da docenti che vi aderiranno su base volontaria.