"Il sequestro è avvenuto in acque internazionali, questo deve essere chiarissimo e non normalizzato. Un gommone si è avvicinato alle imbarcazioni: ci sono state teste di cuoio che hanno sparato sulle barche con persone a bordo. Ci hanno sequestrato i passaporti. Da quel momento eravamo numeri dentro una nave con quattro container. Tecnicamente non possiamo che ritenerlo un campo di concentramento in miniatura e galleggiante. Le 48 ore che sono seguite sono state tortura fisica e psicologica".
Sono le prime testimonianze rilasciate nel corso di una conferenza stampa da Dario Salvetti e Antonella Bundu, attivisti fiorentini della Global Sumud Flotilla, rientrati nelle scorse ore da Israele dopo essere stati intercettati e fermati dalla marina militare israeliana.
"La foto che ha fatto il giro del mondo, i sequestrati inginocchiati nel porto, -si legge in una nota diffusa dopo la conferenza stampa di questa mattina- era in realtà uno dei momenti più leggeri. Quello che non è stato ripreso: il tunnel di sbarco dove i militari israeliani ti malmenavano al passaggio. Il cannone ad acqua con liquido giallo. Gli spari di bossoli con pallini. La gabbia di ferro 1,5 per 1,5 metri in cui ci spostavano. I due minuti concessi per parlare con un avvocato, dopo aver rifiutato di firmare che eravamo entrati illegalmente. Il taser al collo appena sbarcata dalla nave prigione, coricata sul pontile mentre canticchiavano canzoncine. Lo spogliarsi di pantaloni, scarpe e maglietta".
"L'immagine di una barca a vela contro una nave militare è il simbolo di questo viaggio e dice tutto sul rapporto di forze che vogliamo ribaltare - hanno aggiunto i due attivisti -Proseguiamo la mobilitazione fino a quando non saranno interrotti i rapporti militari, commerciali e accademici con lo Stato sionista di Israele. Fino a quando non saranno liberi tutti i prigionieri politici palestinesi, in Italia e nei territori occupati. Fino a quando l'occupazione non avrà fine".
Intanto il consolato d’Italia a Istanbul sta seguendo da ieri il caso del cittadino italiano atterrato in Turchia proveniente da Israele assieme ad altri attivisti della Flottilla. "Il connazionale - si legge sul sito della Farnesina- è stato assistito all’arrivo dal personale del Consolato generale d’Italia, al quale ha comunicato che sarebbe rimasto a Istanbul per seguire un gruppo di attivisti spagnoli bisognosi di assistenza. Giunto in ospedale è stato ricoverato anche lui per accertamenti. Il Console generale a Istanbul è in contatto con i medici dell’ospedale per raccogliere maggiori informazioni sulle sue condizioni e per poter comunicare con lui che non ha cellulare".