Attualità

Fototrappole e ululati per mappare i branchi di lupi

Coldiretti e Federcaccia insieme per due progetti che mettono in campo innovazione e tecnologie per studiare lupi e biodiversità

Telecamere a infrarossi, ululati di richiamo e analisi genetiche per “contare” i branchi di lupi; e poi intelligenza artificiale, monitoraggio acustico e fototrappole per misurare la biodiversità faunistica.

Queste le tecnologie alla base di due progetti promossi da Coldiretti Toscana e Federcaccia Toscana con il supporto tecnico-scientifico dell’Università degli Studi della Tuscia e dell’Università di Firenze, per raccogliere dati scientifici e fornire nuovi strumenti di gestione alle imprese e di valutazione e pianificazione alle istituzioni.

Il progetto Lupus Etruriae, che prevede una mappatura puntuale dei branchi, utilizzando diversi strumenti come fototrappole in punti strategici, il wolf howling, ovvero l’emissione di ululati registrati per stimolare la risposta vocale dei branchi; analisi genetica con la raccolta e l’analisi di feci, peli e carcasse per risolvere i casi di ambiguità tra branchi contigui ma anche tra lupi e ibridi.

AgroBioMonitor punta invece a dimostrare come le buone pratiche agricole applicate al settore cerealicolo possano migliorare la qualità del suolo e degli habitat naturali incrementando la biodiversità faunistica. Ciò che è un valore astratto, la biodiversità, diventa per la prima volta misurata e quantificata, con l’ausilio di nuove tecnologie non invasive come il monitoraggio acustico passivo, che permette di raccogliere dati sulla presenza e l’abbondanza di uccelli e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per rendere rapida ed automatica la raccolta e l’elaborazione dei dati.

“Con questi due progetti vogliamo costruire insieme risposte innovative ed ambiziose a problematiche di interesse comune. L’impoverimento del suolo, la perdita di biodiversità, gli squilibri faunistici che hanno fatto saltare la convivenza tra specie danneggiano l’habitat che condividiamo e rappresentano anche una straordinaria opportunità. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – Il metodo scientifico guiderà entrambi i progetti. Le competenze e l’esperienza dei partner che abbiamo coinvolto, unite alla messa a terra delle tesi che vogliamo dimostrare, ci permetteranno di identificare e replicare modelli di gestione efficaci e sostenibili. Il recupero della redditività agricola, quindi della competitività, è l’elemento cardine che guida la nostra azione”.

“Questa iniziativa rappresenta un passaggio importante e innovativo nel modo di affrontare insieme le sfide legate alla conservazione della biodiversità e alla gestione del territorio. La collaborazione avviata con Coldiretti Toscana dimostra che cacciatori e agricoltori, spesso raccontati come portatori di interessi contrapposti, condividono in realtà gli stessi orizzonti: la tutela dell’ambiente rurale, l’equilibrio faunistico e la difesa del reddito agricolo. – spiega Marco Salvadori, Presidente Federcaccia Toscana -– Unione Cacciatori Toscani - È la prima esperienza in Italia che mette al centro una progettualità comune, fondata sul dialogo, sulla conoscenza scientifica e sul radicamento nel territorio. Come Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani crediamo che solo attraverso alleanze concrete e responsabili sia possibile costruire modelli di gestione sostenibili, capaci di coniugare conservazione, attività produttive e presidio delle aree rurali. Questo percorso non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova visione condivisa”.