Economia

Frena il turismo di Pasqua, in calo italiani e stranieri

La performance toscana è improntata al segno meno, anche se il trend regionale è migliore di quello che si registra a livello nazionale

Turismo pasquale in frenata, con le prenotazioni che in Toscana accusano un lieve calo rispetto al 2025, comunque più contenuto rispetto a quello del resto d'Italia: è quanto emerge dalle rilevazioni di Assoturismo Confesercenti Toscana tra i suoi associati. Il contesto toscano sembra soffrire meno rispetto alla media nazionale, pur in un quadro economico e geopolitico complesso.

Secondo l'indagine nazionale del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, le presenze stimate registrano un -1,3%, duecentomila presenze in meno rispetto all'anno precedente. I turisti stranieri rappresentano il 58,9% del mercato per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre per gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%).

In base ai dati del Centro Studi Turistici, sono i visitatori stranieri a trainare comunque il turismo di Pasqua. In crescita le provenienze da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Rep. Ceca e Ungheria, mentre risultano in flessione le provenienze da Usa, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Stabili i turisti del Belgio, Brasile, Spagna e Scandinavia.

Le città d’arte si confermano le mete preferite dai turisti, mentre per le località costiere permane un clima di incertezza, legato in gran parte alle variabili meteorologiche che ancora condizionano le previsioni nel breve termine.

“Le ragioni di questo rallentamento sono da ricercare principalmente nelle persistenti tensioni internazionali, che stanno penalizzando in modo significativo i flussi turistici provenienti dai mercati d'oltreoceano e asiatico", spiega Francesco Giannerini, presidente di Assoturismo Confesercenti Toscana. 

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"Sul fronte del turismo di prossimità europeo invece - prosegue - si osserva una migliore tenuta, in particolare da Spagna, Francia e da altri Paesi vicini. Sul fronte del mercato interno, pesa negativamente la componente dei costi energetici, che continua a condizionare le scelte e le disponibilità dei viaggiatori italiani".

“Per le città d'arte - spiega Giannerini -. nella migliore delle ipotesi puntiamo a pareggiare i numeri dello scorso anno, anche se rimane un obiettivo difficile da raggiungere".