Un rialzo dell'1% dell'inflazione, un calo del Pil regionale del -0,3%, spese annue di 768 euro in più a famiglia, 15mila imprese a rischio con i loro 111mila lavoratori: è la stima d'impatto sulla Toscana della guerra in Medio Oriente, stimato dall'Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet). Lo scossone si deve specialmente al rialzo dei prezzi energetici, e a dettagliarne i contorni sono stati ieri a Firenze il presidente della Regione Eugenio Giani e il direttore dell'Istituto Nicola Sciclone.
Le stime Irpet si basano su uno scenario che ipotizza un rincaro del 50% dei beni energetici importati per almeno 12 mesi e, come ha sottolineato Sciclone, devono essere lette con cautela, poiché una più rapida risoluzione del conflitto potrebbe attenuarne gli effetti.
Qualora i rincari dovessero invece assumere carattere persistente, si trasmetterebbero progressivamente ai prezzi al consumo, ai costi di produzione, agli investimenti e all’occupazione, con effetti recessivi sull’economia.
Stangata su imprese e famiglie
Sul fronte produttivo, i rincari potrebbero determinare situazioni di crisi o difficoltà per circa 15mila imprese toscane (il 5% del totale), con ricadute occupazionali su oltre 111mila lavoratori.
I settori più esposti risultano quelli a maggiore intensità energetica, in particolare trasporti e magazzinaggio, ma gli effetti si estenderebbero a gran parte del sistema economico.
Significative anche le ricadute sulle famiglie: la simulazione Irpet stima un aumento medio della spesa di circa 768 euro annui, pari a un’incidenza dell’1,7% sul reddito. L’impatto risulterebbe più elevato per i nuclei con minore disponibilità economica.
"Obiettivo: energia autoctona"
“Gli effetti della guerra sotto il piano umano, sociale, etico sono sotto gli occhi di tutti, ma, anche sul piano economico il salasso è molto forte. Per questo voglio innanzitutto rinnovare il mio appello alla pace”, ha esordito Giani.
Ma di fronte a questi scenari, cosa può fare la Regione? “La Regione – ha risposto Giani - può proseguire con gli interventi che già stiamo facendo sotto il profilo energetico con la valorizzazione delle energie rinnovabili per dipendere il meno possibile nella nostra bolletta dell'energia che arriva dal carbon fossile. Quindi fotovoltaico, eolico, idroelettrico, possibilità di incrementare il già molto alto livello dell'energia geotermica".
"Abbiamo già pianificato di arrivare nel 2030, dal 51% al 66% di copertura del nostro fabbisogno con energia autoctona. E poi - ha aggiunto - è necessario chiedere al governo di ridurre le accise. Non si possono tenere le accise che abbiamo alla luce di questa situazione economica”.
Le stime Irpet sono state commentate anche dall'assessore all'economia, al turismo e all'agricoltura Leonardo Marras: “Gli scenari che osserviamo - ha detto - restano, al momento, ipotetici, ma ogni giorno questa nuova e drammatica escalation della guerra in Medio Oriente li rende sempre meno remoti. Per un’economia di trasformazione, fortemente esposta ai mercati internazionali come quella toscana, il rischio è di trovarsi di fronte all’ennesimo shock dopo anni già segnati da crisi globali".
"Le preoccupazioni principali riguardano il possibile aumento del costo dell’energia e dell'inflazione, ma pesa anche l’incertezza sulla ripresa stabile dei rapporti commerciali con l’Est asiatico, che per molte delle nostre filiere rappresentano uno sbocco strategico. Occorre un intervento immediato a livello nazionale con misure per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie e contrastare il caro vita e, al contempo, con provvedimenti concreti a sostegno delle imprese energivore, che rischiano in breve tempo di registrare enormi perdite".