Attualità

Scuola "Ripartire dall’ascolto"

La presidente dell'ordine degli psicologi:"Agli adulti spetta saper osservare e ascoltare, cogliendo anche ciò che può emergere da un silenzio"

Primo giorno di scuola per oltre 427mila studenti toscani ma il ritorno tra i banchi non è vissuto allo stesso modo da tutti. Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, per mezzo di una nota richiama l'attenzione sull'importanza dell'ascolto e della costruzione delle relazioni. "Prima ancora di essere alunni e studenti - spiega- i ragazzi sono persone: riconoscere come stanno è una condizione essenziale per accompagnarli anche nell’apprendimento”.

Esperienze, emozioni e aspettative differenti giocano un ruolo centrale. Per alcuni la prima campanella significa ritrovare amici e insegnanti, per altri l'inizio di un nuovo percorso in una nuova scuola, con una nuova classe. Altri ancora rientrano portando con sé inquietudini e fragilità che non sempre riescono a esprimere. "Agli adulti - sottolinea Gulino- spetta saper osservare e ascoltare, cogliendo anche ciò che può emergere attraverso un silenzio, un cambiamento, una richiesta non esplicita”.

Ma anche ricostruire il gruppo classe richiede tempo e attenzione perché, spiega la presidente, "La qualità delle relazioni tra coetanei e con gli insegnanti incide sul benessere e sulla capacità di apprendere. Accogliersi, conoscersi, ritrovare le regole dello stare insieme e costruire un clima di fiducia non sono attività accessorie alla didattica: ne sono parte integrante e rappresentano una concreta azione di prevenzione”.

Prevenzione che assume un ruolo centrale per il benessere di bambini e ragazzi. "La psicologia - osserva Gulino- non può entrare nella scuola quando il disagio è già diventato evidente. Prevenire significa esserci prima. Significa promuovere salute, riconoscere precocemente i segnali di fragilità e offrire un riferimento competente a studenti, famiglie e personale scolastico. Per questo occorre arrivare a una presenza stabile e organica della psicologia nel sistema scolastico, superando la frammentarietà degli interventi occasionali e le differenze legate alle risorse dei singoli istituti”.

In questa prospettiva si inserisce AscoltaMI, iniziativa nazionale promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. "Aver messo a disposizione di una fascia di studenti un accesso gratuito e qualificato alla consulenza psicologica - sottolinea Gulino- significa riconoscere che le fragilità vanno incontrate nei luoghi in cui i ragazzi vivono e crescono, possibilmente prima che si trasformino in sofferenze più complesse. È un’esperienza da monitorare, consolidare e sviluppare, anche perché introduce un principio rilevante: la dimensione psicologica non è estranea alla missione educativa della scuola, ma concorre alle condizioni che rendono possibile apprendere, partecipare e costruire relazioni”.

Ansia, isolamento, difficoltà nelle relazioni tra pari, dipendenze, bullismo e cyberbullismo, uso problematico dei social - prosegue la presidente- raccontano la complessità che attraversa oggi l’esperienza di molti giovani. Non possiamo aspettare che una fragilità diventi sofferenza conclamata prima di intervenire. La prevenzione comincia dalla capacità di riconoscere i segnali e dalla possibilità, per ogni ragazzo, di trovare un luogo e una persona competente a cui rivolgersi. Chiedere aiuto deve diventare un gesto possibile e libero dallo stigma”.

“È su questa strada che dobbiamo proseguire — aggiunge Gulino — facendo crescere l’esperienza avviata con AscoltaMI e costruendo una presenza della psicologia nella scuola sempre più stabile e integrata. Nessuna istituzione, da sola, può rispondere alla complessità che attraversa oggi la crescita. Scuola, famiglie, psicologi e servizi territoriali devono poter comporre una rete capace di dialogare e di assumersi responsabilità diverse e complementari.

“La scuola -conclude la presidente dell'Ordine degli psicologi della Toscana- è uno dei luoghi in cui si impara a stare con gli altri e, progressivamente, a diventare se stessi. Prendersi cura di questo spazio di vita significa investire anche nella qualità del futuro che stiamo costruendo.”