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Il tetto al prezzo non basta, rincari medi da 75 milioni

Lo studio di Cgia Mestre sui rincari medi mensili e la variazione tra 2025 e 2026: in Toscana in un anno aumenti da 898 milioni di euro

La corsa di varie compagnie per fissare un tetto al prezzo di diesel e benzina - da Eni a Ip, passando per Q8, Staroil e Tamoil - non basta per rallentare la folle impennata del costo dei carburanti. Lo testimoniano i calcoli dello studio della Cgia di Mestre: rispetto a un mese dello scorso anno, famiglie e imprese italiane spenderanno comunque 1,1 miliardi di euro in più. E i rincari, naturalmente, riguardano anche la Toscana.

Lo studio della Cgia, nello specifico, ha messo a confronto i prezzi medi della verde e del gasolio per autotrazione pagati nel 2025 con quelli stimati per il 2026, ipotizzando che quest'anno si consumi la stessa quantità di carburante dell'anno scorso. "In sostanza - si legge nel report - nonostante lo sconto temporaneo introdotto in questi giorni da molte major petrolifere presenti in Italia, i rincari per automobilisti e imprese restano molto pesanti".

Se in vetta alla classifica ci sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, la Toscana occupa il settimo posto in Italia. I rincari medi mensili, infatti, sono di poco meno di 75 milioni di euro, mentre la variazione assoluta tra 2025 e 2026 è di 898 milioni di euro, con un aumento del 20%.

Tra le province, in top 20, c'è però soltanto una toscana: si tratta di Firenze, dove i rincari medi mensili sono stati di 17,6 milioni di euro. Assai più indietro Livorno (9,2 milioni), Pisa (8), Lucca (7,8), Arezzo (7,7), Pistoia (6,5), Siena (5,6), Grosseto (4,9), Prato (4,6) e Massa-Carrara (3).