L'industria toscana dell'olio d'oliva è al top in Italia, terza per tonnellate a frantoio (50,9) dopo Puglia (155,6 tonnellate) e Lazio (55,4 tonnellate) e quarta fra le produzioni regionali dello Stivale dopo quelle di Puglia (45,1% de totale nazionale), Sicilia (10,7%) e Calabria (10,3%), ma .
In Toscana si produce infatti l'8,3% del totale nazionale, e alle spalle figurano Lazio (6,8%), Campania (4,9%), Umbria (2,6%), Abruzzo (2,5%), Sardegna (1,9%), Liguria (1,8%).
Ad attestare l'ottima performance toscana è l'ultimo aggiornamento dell'indagine dell'Area Studi Mediobanca sull’industria dell’olio d’oliva in Italia.
[extra(0)]
Le 42 tipologie italiane di olio d’oliva Dop e le 8 Igp rappresentano il 32,3% dei prodotti del comparto oli e grassi registrati in Ue e il 15,1% di quelli tricolore Dop-Igp-Stg del settore alimentare. Questo segmento incide ancora poco, rappresentando il 2% del valore della produzione, ed è molto concentrato: Puglia, Sicilia e Toscana raccolgono l’86,6% del valore nazionale.
Offerta scarsa e i prezzi volano
Resta tuttavia la questione di un'offerta scarsa rispetto alla domanda, il che incide sui prezzi dell'extravergine d'oliva (Evo), più elevati rispetto a quelli dei maggiori mercati mondiali.
Il borsino: "Da inizio 2024 a inizio 2025 - recita una nota Mediobanca - dimezzati l’Evo spagnolo (Jaén) e greco (Chania): i primi da 8,8 a 4,1 €/Kg, i secondi da 8,3 a 4,2 €/kg. Sempre al di sopra dei 9 €/kg le quotazioni dell’Evo italiano (Bari) prima del calo di Novembre 2025 che ha segnato 7,58 €/Kg, pari a 1,5 volte quello greco (5,05 €/Kg), 1,7 volte l’Evo spagnolo (4,54 €/Kg) e 2,1 volte quello tunisino (3,68 €/kg)".
In ripresa nel 2024-25 anche i consumi (+15,3% sul 2023- 24) che hanno superato i 3,2 milioni di tonnellate: "In aumento del 14,3% sul 2023-24 la Spagna (14,3% dei consumi mondiali), +8% gli Usa (12,4%); in calo del 4% i consumi di olio d’oliva in Italia che si attesta in terza posizione con una quota sui quantitativi totali del 12,3%".
L'Italia si conferma comunque in posizione di leadership nel commercio internazionale - seconda nel 2024 sia per esportazioni mondiali (con 2,8 miliardi di euro dopo la Spagna (5,1 miliardi) e prima del Portogallo (1,5 miliardi) - che per importazioni con 2,9 miliardi, dopo gli Stati Uniti (3 miliardi) e prima della Spagna (1,4 miliardi).
Metà dell’export italiano di olio d’oliva si concentra in tre Paesi: Stati Uniti (32,2% dei quantitativi complessivi nel 2024), Germania (14%) e Francia (6,8%). L’olio importato proviene principalmente da Spagna (56,8%), Grecia (17,5%) e Tunisia (14%).