Nelle cooperative sociali toscane 8 lavoratori su 10 hanno un contratto a tempo indeterminato e oltre il 60% degli occupati sono donne. E' quanto emerge dal report di Fondo Sviluppo, che fotografa l'andamento della cooperazione sociale in Toscana nel 2025.
“La stabilità occupazionale non è un risultato casuale -commenta Francesca Farolfi, presidente di Federsolidarietà Confcooperative Toscana- ma il frutto di organizzazioni che investono nella formazione, nella continuità dei servizi e nella partecipazione delle persone. Il nostro modo di fare impresa è diverso: la mutualità - sottolinea Farolfi - ci chiede di trasformare l’attività economica in uno strumento per creare autonomia, dignità, lavoro e qualità della vita”.
Secondo quanto emerge nel rapporto, il 16,6% delle cooperative sociali in toscana opera nelle aree interne, percentuale che tra le cooperative di tipo B supera il 25%. “Nelle aree interne - ricorda la presidente di Federsolidarietà Toscana - non portiamo soltanto servizi. Portiamo relazioni, ascolto e continuità. Per molte comunità rappresentiamo un presidio sociale ed economico indispensabile, investendo dove altri arretrano”.
Secondo la presidente, tra le sfide del settore, spiccano la sostenibilità economica e l'obiettivo di valorizzare sempre di più il ruolo delle donne anche nella governance. “Viviamo un tempo di grandi trasformazioni e abbiamo la responsabilità di guidarle, non di subirle. Innovazione e sostenibilità economica - conclude Farolfi- sono condizioni indispensabili per continuare a creare lavoro e inclusione, ma nessuna innovazione avrà valore se perderemo ciò che rende unica la cooperazione sociale: la capacità di costruire relazioni e di trasformare la ricchezza prodotta in opportunità, comunità e futuro per le persone”.