Non più solo un falso carabiniere, ma anche una finta rapina che si racconta perpetrata con l'auto di un congiunto: è il pretesto alla base della nuova truffa che anche in Toscana sta colpendo vittime prevalentemente anziane.
I malcapitati vengono prima contattati al telefono, come da tradizione, da un sedicente rappresentante dell'Arma, spesso un maresciallo. Però a quel punto la storia cambia. Non più o non solo il figliolo o il nipote arrestati o fermati per qualche brutta faccenda, bensì una rapina in gioielleria perpetrata con l'auto del congiunto.
Naturalmente non è vero niente ma la faccenda, a detta dei truffatori, renderebbe a quel punto necessaria la perquisizione domiciliare per verificare che i preziosi presenti in casa non siano gli stessi sottratti all'orafo rapinato per menzogna.
A quel punto i banditi sono in casa, arraffano gli ori di famiglia e scappano.
Come proteggersi? I carabinieri sul loro portale ufficiale elencano le precauzioni a cui attenersi: "Diffida delle apparenze", è la loro indicazione. "Non aprire mai la porta agli sconosciuti, non fidarti del solo tesserino di riconoscimento: non basta!", è il consiglio dell'Arma.
E ancora: "Le forze dell’ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini".