La media toscana sull'evasione supera quella nazionale, mentre è fortunatamente al di sotto per quanto riguarda il lavoro nero. È quanto emerge dai dati dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha messo in fila i numeri relativi all'economia non osservata, con tanto di classifica dei Comuni più "bravi" ad aggredire i furbetti.
Innanzitutto, l'evasione: ogni anno in Italia vengono sottratti al fisco 107 miliardi di euro. Una cifra impressionante, che si attesta tra il 4,5 e il 5% del Pil nazionale. Per quanto riguarda la Toscana, nel 2023, ultimo anno in cui i dati sono disponibili, tra evasione tributaria e contributiva, l'evasione si attesta al 12,7%. Ciò significa che ogni 100 euro di gettito incassato, quasi 13 euro vengono sottratti al fisco.
Un dato che non posiziona la nostra regione tra le peggiori: sul podio, infatti, si trovano Calabria (20,4%), Puglia (18,5%) e Sicilia (18%). La Toscana, però, al 12esimo posto in classifica, supera comunque la media nazionale - 12,1% - e per il 2023, in termini assoluti, ha visto scomparire 7,3 miliardi di euro.
Va sottolineato, comunque, che nella top 10 dei Comuni più bravi a incassare dalla lotta all’evasione ci sono due toscani: Prato, con oltre 170mila euro per il 2025; e Firenze, con più di 105mila euro.
Sul fronte del lavoro nero, infine, la Toscana si trova al di sotto della media nazionale. Sempre con riferimento al 2023, il tasso di irregolarità - ovvero, il rapporto tra il numero degli occupati non regolari e il totale degli occupati, regolari e non - è dell'8,2%, contro il 10% italiano. In numeri, gli occupati non regolari stimati sono 141.600.