Oltre 9 toscani su 10 (93,5%) sono insoddisfatti quanto a presenza di banche sul territorio, e ciò in gran parte si deve all'avanzare della cosiddetta desertificazione bancaria che vede attualmente 55.117 cittadini vivere in comuni toscani privi di sportelli bancari. Il dato arriva dall'ultimo Rapporto Uilca sulla materia, il terzo dal titolo “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, con la novità di tre focus tematici su spopolamento, truffe informatiche e rischio usura.
Lo studio pone l'accento sui diversi impatti che il fenomeno produce su persone, territori ed economia reale aumentano: filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e cittadini più esposti a rischi di truffe on-line e usura. La presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano.
I numeri parlano chiaro: "Dal 2020 al 2025 - espone Uilca - i comuni serviti da banche in Toscana sono diminuiti del 5,4%, da 260 a 246. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 6 sportelli bancari. Nel periodo considerato le filiali sono passate da 1.778 nel 2020 a 1.418 nel 2025, registrando un calo del 20,2%. Ad oggi sono 55.117 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.
"Un tema concreto che porta difficoltà e rischi"
"La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all'opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall'aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c'è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia", commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.
Lo stesso segretario generale Uilca Toscana, Marco Spinella, esprime forte preoccupazione per l’incremento del fenomeno della desertificazione bancaria e degli effetti rilevati: “La regione toscana – sottolinea Spinella - caratterizzata da 279 comuni con una estensione territoriale superiore alla media nazionale, e da molte aree a scarsa densità abitativa, in questi anni è già stata fortemente impattata dal fenomeno. Inoltre, se consideriamo l’eventualità di ulteriori processi di acquisizioni ed aggregazioni nel settore bancario, non possiamo non temere un incremento del processo di chiusura filiali nel territorio toscano superiore alle medie nazionali”.