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Oltre 600 casi di peste suina africana nei cinghiali

Il tasso di infezione è il più alto d'Italia dal 1° Gennaio 2026. L'epidemia ha preso il via nella provincia di Massa-Carrara e si è poi diffusa

Nessun allarme per l'uomo, in quanto esclusivamente vettore passivo, ma la situazione della peste suina africana in Toscana, per quanto riguarda i cinghiali, colloca la nostra regione in cima alla classifica nazionale.

Come spiegato durante un incontro online con i sindaci e promosso da Anci e Regione, in Toscana dal 1° Gennaio a oggi sono stati registrati 638 casi positivi, ovvero il numero di infezioni nei cinghiali più alto d'Italia.

L'incontro, proprio per questo, è stato fissato con lo scopo di coordinare le azioni sul territorio: la strategia illustrata prevede l'attivazione dei Gruppi operativi territoriali provinciali, l'installazione di cartelli con Qr Code informativi e l'ispezione delle aree pubbliche per contenere la diffusione del virus. "Il ruolo dei Comuni in questa emergenza sarà fondamentale - ha affermato Susanna Cenni, presidente di Anci Toscana - la prima cosa che noi dobbiamo evitare è che ogni Comune si muova in ordine sparso. Le Province dovrebbero essere capofila istituzionale in questa situazione, per coordinare al meglio le attività, come la raccolta delle carcasse".

L'epidemia, partita dalla provincia di Massa-Carrara, si è estesa a Lucca e Pistoia, arrivando a colpire anche due allevamenti a Comano e San Marcello Piteglio.