Attualità

Un piano per il lavoro inclusivo

La sperimentazione coinvolge Regione, Anci, aziende, cooperazione sociale e servizi per l'impiego. Obiettivo occupazione per le persone con disabilità

Lavoro inclusivo, favorendo l’inserimento occupazionale delle persone con disabilità e aiutando le imprese ad assolvere gli obblighi di assunzione previste dalla legge 68/1999 per il diritto al lavoro delle categorie protette: la Toscana ha un piano, elaborato dalla Regione assieme ad Anci Toscana e che coinvolgerà il mondo della cooperazione sociale. 

Si chiama “Futuro Inclusivo”, ed è stato realizzato in via sperimentale. Primo passo: un protocollo che verrà sottoscritto nelle prossime settimane tra Regione Toscana, Agenzia regionale toscana per l’impiego e Anci.

L'iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze dal presidente della Regione Eugenio Giani, dall’assessore regionale al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi e dal direttore di Anci Toscana Simone Gheri.

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"Un lavoro di squadra"

"Si fonda su un lavoro di squadra tra enti locali, servizi per l’impiego, aziende e cooperative, che trae base normativa da un particolare tipo di convenzione prevista dal decreto legislativo di attuazione della legge Biagi", spiega la Regione in una nota.

In pratica, i Comuni individueranno alcuni servizi di pubblica utilità (per esempio pulizie aree verdi, parchi, manutenzioni aree pubbliche), promuovendo un apposito bando a cui le aziende potranno aderire come sponsor di servizio a valenza sociale, essendo l’oggetto della commessa non inerente al proprio ciclo produttivo.

L’azienda, accollandosi tutte le spese incluse quelle del contratto di lavoro, assegnerà la commessa di pubblica utilità a cooperative sociali di tipo B (o consorzi di cooperative). Queste ultime provvederanno all’assunzione garantendo l’inserimento lavorativo in contesti protetti delle persone con disabilità che presentano particolari difficoltà di integrazione nei cicli lavorativi ordinari.

"Strumento innovativo a tutela dei più fragili"

Le relazioni tra i vari soggetti coinvolti saranno impostate attraverso un accordo trilaterale tra imprese, servizi per l’impiego territorialmente competenti che hanno in carico il lavoratore, e cooperativa sociale (o consorzio). In virtù dell’accordo la commessa verrà assegnata per almeno 12 mesi alla cooperativa. Così facendo le aziende assolveranno gli obblighi di assunzione e, al termine della convenzione, potranno valutare se assumere direttamente il lavoratore per svolgere le specifiche mansioni su cui si è già formato.

“Con questo piano mettiamo in campo uno strumento innovativo a tutela delle persone più fragili, che avranno una buona opportunità per vedere garantito il loro diritto ad essere inserite nel mondo del lavoro”, afferma il presidente Giani. “La Toscana – aggiunge - deve andare avanti tutta insieme, a partire da quella del lavoro”.

“Futuro inclusivo è un progetto a cui teniamo particolarmente”, sottolinea Lenzi. “Potenziamo le azioni di inclusione e inserimento lavorativo per tutelare la dignità e i percorsi di autonomia della persona, rafforzando il raccordo tra mondo produttivo e servizi sociali, sociosanitari, e per l’impiego”, spiega Lenzi, che mette in evidenza l’ulteriore obiettivo che intende perseguire il piano: “Puntiamo ad arginare quella tendenza dai tratti distorsivi che induce i datori di lavoro a preferire il pagamento delle sanzioni previste dalla legge 68/1999 piuttosto che assolvere gli obblighi di assunzione”.

“Un progetto importante, sfidante e lungimirante che i Comuni condividono pienamente. Rappresenta un ulteriore tassello della stretta collaborazione che Regione Toscana e Anci Toscana stanno portando avanti sul fronte dell’inclusione lavorativa, con l’obiettivo di offrire opportunità concrete alle persone più fragili e contribuire allo sviluppo di comunità più inclusive”, commenta Gheri.