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Pizza che bontà, una famiglia su 3 la prepara a casa

Dalle specialità agricole a km zero alle farine speciali, la pizza diventa sinonimo di creatività nelle case dei toscani

Pizza, che passione! Dalla classica margherita fino alle versioni più gourmet, una bontà che unisce tutta l'Italia in un settore che vale oltre 15 miliardi di euro: basti pensare che ogni anno in tutto il Belpaese ne vengono sfornate 2,7 miliardi.

Anche la pizza casalinga ha la sua fetta di spazio: in Toscana più di una famiglia toscana su tre (il 39% per la precisione) ama prepararla tra le mura domestiche, con gli ultimi anni che hanno visto aumentare le versioni fatte con farine speciali e ingredienti di qualità, a partire dalle specialità agricole a km zero, dando spazio alla creatività. 

Lo rivela un sondaggio Coldiretti-Ixe’ diffuso in occasione della Giornata mondiale della pizza che si celebra oggi, sabato 17 gennaio, con iniziative dedicate in tutti i mercati di Campagna Amica. 

La versione napoletana è la preferita dal 43% dei toscani seguita dalla pizza all’italiana (31%). Tipiche sono le farine da grani antichi, unite all’utilizzo di prodotti di qualità, magari a Denominazione di origine o a km zero, a partire da pomodoro e mozzarella rigorosamente tricolori. 

"La pizza italiana – ricorda Coldiretti Toscana - ha ricevuto il riconoscimento Unesco dedicato all’arte dei pizzaiuoli napoletani ma è anche uno dei simboli della cucina italiana, anch’essa iscritta tra i Patrimoni dell’Umanità. Icona del Made in Italy nota in tutto il mondo, genera un fatturato globale record di oltre 160 miliardi di euro secondo dati Vpa Research". 

Il suo successo, si sa, è infatti planetario, con gli Stati Uniti in testa ai consumi pro capite (13 kg annui), seguiti in Europa dagli italiani che guidano con 7,8 kg all’anno. Dietro di loro spagnoli (4,3 kg), francesi e tedeschi (4,2 kg), britannici (4 kg), belgi (3,8 kg), portoghesi (3,6 kg) e austriaci (3,3 kg).