Il carovita, l'inflazione, la perdita di potere d'acquisto: così le pensioni non bastano più e in Toscana sono 276mila gli anziani con criticità alimentari per nutrizione scorretta e a rischio malnutrizione per le difficoltà nell'approvvigionarsi di cibo per i pasti quotidiani.
Si chiama povertà alimentare, e il dato è emerso questa mattina a Firenze nel corso di un convegno organizzato da Federconsumatori Toscana, Spi Cgil dell'area metropolitana fiorentina e Unicoop Firenze. Dal titolo "La povertà alimentare, nuova frontiera della povertà sociale", si è svolto nella sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, sede della Città Metropolitana di Firenze che ha patrocinato l'evento e che era rappresentata dal consigliere delegato Nicola Armentano.
Proprio da Federconsumatori Toscana arrivano i dati, anche perché solo agli sportelli regionali dell'organizzazione si sono presentate 7.500 persone in questa condizione, con un aumento del 16% nella fascia 75-85 anni.
La presidente di Federconsumatori Toscana Laura Grandi, che ha moderato gli interventi, ha spiegato che il fenomeno non è né marginale né passeggero. Soddisfare questo bisogno fondamentale è questione di dignità della persona, ma anche sanitaria e sociale.
Sulla materia gli organizzatori del convegno hanno redatto una piattaforma di possibili interventi da sottoporre a istituzioni e associazioni: una rete territoriale di empori solidali, buoni spesa come strumento strutturale di welfare, misure antispreco che mettano in rete punti vendita della grande e piccola distribuzione e attività di ristorazione, educazione alimentare fin nelle scuole.