La Toscana si piazza al quarto posto nell'Indice delle madri, realizzato in collaborazione con l’Istat nell'ambito del rapporto Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026, diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children.
Il Mothers’ Index regionale misura le condizioni delle madri attraverso 7 ambiti (Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza, che misura la presenza di centri antiviolenza e case rifugio) utilizzando 14 indicatori provenienti da diverse fonti del sistema statistico nazionale.
In questa edizione la regione più “amica delle madri” è l’Emilia-Romagna (110,115), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (106,334) e dalla Valle d’Aosta (105,718). La Toscana (104,844) scivola dal terzo al quarto posto.
La dimensione Demografia del Mothers’ Index registra un peggioramento: nel 2025 l’Italia si attesta a 94,857 punti, in calo di oltre 5 punti rispetto al 2022 e al 2023 e di 3,4 punti sull’ultimo anno. Il dato riflette il continuo calo della fecondità, con il numero medio di figli per donna che resta su livelli bassi in tutto il Paese. In questo quadro, la Toscana perde una posizione passando dal 14esimo al 15esimo posto.
La dimensione Lavoro registra un peggioramento netto in tutte le regioni: nel 2025 l’Italia scende a 88,3 punti, con un calo di oltre 11 punti rispetto al 2022 e di quasi 10 punti sull’ultimo anno. A pesare sono soprattutto l’aumento della precarietà, con la quota di donne occupate in lavori a termine da almeno 5 anni salita dal 17,4% al 19,1%, e la crescita delle dimissioni delle madri con figli piccoli, passate da 4,8 a 6,8 ogni 1.000 donne occupate. Migliora solo il part-time involontario, in lieve diminuzione, ma non basta a compensare il peggioramento complessivo. Si registrano, pertanto, arretramenti anche significativi in diversi territori. La Toscana, pur registrando un peggioramento del dato assoluto si attesta passa dal quinto al secondo posto: la regioneregistra un miglioramento nel tasso di occupazione delle donne con figli minori (da 75,6% a76,9%) e una riduzione sia del part-time involontario delle donne (da 16,4% 14,8%) che nella quota di occupate in lavori a termine da almeno 5 anni (da 18,4% a 14,9%).
La dimensione della Rappresentanza mostra inveve un miglioramento complessivo seppur disomogeneo: nel 2025 l’Italia raggiunge un valore di 108,108, segnalando una crescente partecipazione delle donne alla vita politica a livello locale. La Toscana crolla dal quinto al 14esimo posto, con la percentuale di donne in organi politici a livello locale che scende di oltre 10 punti percentuali (dal 35% al 22,5%).
La dimensione della Salute restituisce un quadro articolato e solo lievemente in peggioramento: nel 2025 l’Italia si attesta a 101,023, in calo rispetto al 101,739 dell’anno precedente, a causa soprattutto dell’aumento del quoziente di mortalità infantile, passato da 2,52 a 2,61 per 1.000 nati vivi. La Toscana registra un arretramento, passando dal quarto al settimo posto e registrando un aumento del quoziente di mortalità infantile nel primo anno di vita (da 1,43 a 2,06).
Anche la dimensione dei servizi registra un miglioramento complessivo: nel 2025 l’Italia raggiunge un valore medio di 106,543, con un rafforzamento dell’offerta su prima infanzia, tempo pieno e mensa scolastica. In questo ambito la Toscana si attesta al quinto posto, perdendo però due posizioni rispetto all’edizione precedente.
La dimensione della Soddisfazione Soggettiva delle donne evidenzia differenze marcate tra territori. Qui la Toscana conferma la decima posizione.
Infine, la dimensione della Violenza – che misura la presenza di centri antiviolenza e case rifugio per 100.000 donne – evidenzia una distribuzione fortemente disomogenea sul territorio e mostra una sostanziale stabilità nel tempo. La Toscana guadagna due posizioni e passa dal nono al settimo posto.