Cronaca

Toscana regina del turismo dell'olio

Il sogno di una cena fra gli ulivi, le degustazioni, i frantoi: decolla l'oleoturismo col territorio toscano come prima destinazione d'Italia

Il sogno di una cena fra gli ulivi, le visite ai frantoi e le degustazioni: la Toscana è la prima destinazione oleoturistica d’Italia (29%) davanti a Puglia (28%) e Sicilia (20%). La tendenza messa a fuoco da Coldiretti Toscana è quella di un segmento olivicolo che contende a quello del vino il primato nell'interesse dei turisti italiani e stranieri in cerca di esperienze di tradizione, secondo un trend che emerge dai risultati del rapporto sul turismo dell’olio 2026 promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol.

Il rapporto indaga anche gli interessi e le aspettative dei turisti italiani e stranieri, fotografando le esperienze oleoturistiche più diffuse. La cena tra gli uliveti è invece il sogno di 7 vacanzieri italiani su 10 (71%). E poi l’acquisto di olio direttamente in azienda o in frantoio (20%), le degustazioni in abbinamento ai prodotti locali (12%) e le visite guidate nelle aziende e nei frantoi (11%). 

La necessità di distinguersi e rispondere alla crescente curiosità dei visitatori spinge olivicoltori e frantoiani a diversificare l’offerta. Oggi, nelle aziende, è possibile anche concedersi trattamenti benessere a base di olio EVO (11%), oppure partecipare alla raccolta delle olive e produrre il proprio olio (9%).

Quanto ai canali di informazione, il passaparola di parenti e amici è il più utilizzato e considerato affidabile dai turisti italiani e stranieri. Seguono i programmi televisivi e i documentari dedicati all’enogastronomia, oltre ai social network e a internet.

L'olio in una nuova prospettiva

Il rapporto fotografa la crescita dell’oleoturismo in Italia. L’olio in questa nuova traiettoria è molto più di un semplice condimento o ingrediente: è il risultato di una produzione agricola profondamente legata all’identità, alla storia, alla cultura e alla gastronomia del Paese. Un patrimonio che sempre più turisti vogliono scoprire e apprezzare in ogni sua dimensione. 

Assaggiare non è più sufficiente. A creare le condizioni per soddisfare da una parte la crescente curiosità degli ospiti e dall’altra il bisogno delle aziende agricole di accoglierli nei loro frantoi, è stata la legge regionale 15/2022 che ha riconosciuto e disciplinato il turismo dell’olio mettendolo sullo stesso piano dell’enoturismo. L’obiettivo è replicare risultati e benefici per imprese e comunità del turismo del vino.

“La legge nazionale sulla multifunzionalità e la legge regionale sul turismo dell’olio, entrambe da noi fortemente sostenute, hanno rappresentato una svolta per il settore permettendo alle aziende agricole di aprirsi in una maniera nuova e multidisciplinare a cittadini e turisti. Hanno gettato le basi per i primati dell’accoglienza agrituristica e per il turismo rurale, ambiti di cui la Toscana oggi è leader. Prima di allora - sottolinea la presidente di Coldiretti Toscana Letizia Cesani - lo spettro delle aziende agricole era limitato agli aspetti produttivi. Si andava in azienda o dall’olivicoltore per acquistare quel prodotto". 

"Oggi - aggiunge - le produzioni agroalimentari sono le principali porte di accesso alla nostra campagna e ai nostri borghi. Sono produzioni che raccontano la storia dei territori che i turisti visitano. Questi due provvedimenti sono l’esempio tangibile di come le istituzioni possono sostenere, a costo zero, il reddito e lo sviluppo delle attività economiche nelle aree rurali”.