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Scuola, 427mila studenti verso la prima campanella

Studio o lavoro, ritorno o debutto sui banchi, alla vigilia della ripresa delle lezioni ecco il messaggio del direttore generale: "Buon vento"

Le vacanze estive sono finite, e c'è quel che di ansia per i 427mila studenti e studentesse alla vigilia della prima campanella che domattina segnerà l'avvio dell'anno scolastico 2026-2027. Insomma la scuola riprende le sue attività didattiche, accogliendo quanti rientrano dopo il riposo d'estate, quanti si siedono in classe per la prima volta, chi invece veleggia verso la maturità.

Il numero assoluto più elevato di ragazze e ragazzi che da domani siederanno nelle aule scolastiche è nella Città metropolitana di Firenze, oltre 110mila. Poi a seguire ci saranno circa 52mila studenti in provincia di Pisa, 45mila in quella di Lucca e poi ancora 42mila ad Arezzo, 34.800 a Pistoia, 33mila a Siena, 32mila a Prato, 27.800 a Livorno, poco più di 24mila a Grosseto e circa 21mila a Massa Carrara.

Non solo, però, perché vanno conteggiati nella popolazione studentesca toscana anche gli iscritti ai corsi serali (891) e quanti frequentano le lezioni nelle carceri (73).

Gli studenti, certo, ma poi c'è chi lavora, docenti e non solo, a completare la composizione della popolazione scolastica. Per tutti, stamani il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale toscano, Luciano Tagliaferri, ha diffuso il suo messaggio augurale di buon anno di scuola.

"Buon vento"

"Buon vento": è con questa dedica, ispirata alla canzone di Jovanotti e Alfa, che Tagliaferri apre il suo messaggio alla popolazione scolastica. Ecco qui di seguito cosa ha scritto il direttore generale.

"Care studentesse, cari studenti, care donne e cari uomini della scuola, per questo nuovo anno scolastico vorrei dedicarvi una canzone: 'Buon vento' di Jovanotti e Alfa. Mi piace questo augurio: buon vento. Perché il vento è movimento. È qualcosa che arriva, che non possiamo comandare, che qualche volta ci accompagna e qualche altra ci costringe a cambiare rotta. Possiamo cercare di comprenderlo, possiamo imparare a governare le vele, ma non possiamo decidere da quale parte soffierà". 

"E forse è proprio per questo che il vento assomiglia così tanto alla scuola ma anche alla vita. Ci sono momenti nei quali ci spinge nella direzione che avevamo immaginato e altri nei quali sembra portarci altrove. Ma quello che conta è partire. Mettersi in viaggio. Accettare che non tutto possa essere previsto e, nello stesso tempo, non rinunciare mai a scegliere la propria rotta". 

"Ho sempre immaginato la vita come un viaggio in nave. Si parte sapendo più o meno dove vorremmo arrivare, ma senza conoscere fino in fondo la rotta che saremo chiamati a percorrere. Ci sono giorni nei quali il vento ci sospinge nella direzione giusta e tutto sembra semplice. Altri nei quali le correnti ci portano altrove. Ci sono le bonacce, quando sembra di non avanzare. E poi ci sono le tempeste. Seneca ci ricorda, in uno dei suoi pensieri, l’immagine di marinai che, nel prendere il largo, non si preoccupano della tempesta. Non perché siano incoscienti, aggiungo io. Ma perché sanno che le tempeste esistono. E sanno che, quando arriveranno, dovranno affrontarle".

"Anche cominciare un nuovo anno scolastico significa prendere il largo. La meta, almeno apparentemente, è chiara. Imparare, crescere, conoscere, diventare un po’ più consapevoli di noi stessi e del mondo nel quale viviamo. Ma la strada per arrivarci non è mai completamente tracciata. Ci saranno giornate bellissime e altre più difficili. Ci saranno successi e delusioni. Qualche volta avremo il vento a favore, qualche altra volta dovremo navigare controcorrente. E forse ci saranno momenti nei quali ci sembrerà perfino di essere fermi. È proprio allora che servono la volontà, la tenacia e la pazienza". 

"Ma soprattutto dobbiamo ricordarci che su quella nave non siamo soli. Ci sono i compagni di viaggio. Ci sono le studentesse e gli studenti, i docenti, i dirigenti scolastici, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, gli educatori, le famiglie. Persone diverse, con responsabilità diverse, ma tutte parte dello stesso viaggio. E forse è questa una delle cose più belle che la scuola può insegnarci: nessuno compie davvero da solo i viaggi importanti della propria vita". 

"Per questo, all’inizio di questo nuovo anno scolastico, non voglio augurarvi un mare sempre calmo. Vi auguro qualcosa di più. Vi auguro di avere il coraggio di partire. Di saper riconoscere il vento e, qualche volta, anche di lasciarvi portare. Di non avere paura delle bonacce. Di trovare la forza quando arriveranno le tempeste. Di guardare ogni tanto l’orizzonte, senza dimenticare chi sta viaggiando accanto a voi. E soprattutto vi auguro che il vento continui a soffiare".

"Non importa se qualche volta ci costringerà a cambiare rotta. Non importa se il viaggio sarà diverso da quello che avevamo immaginato. L’importante è continuare a navigare, cercando la nostra direzione e sapendo che accanto a noi ci sono persone con le quali condividere il viaggio. La nave sta per lasciare il porto. La rotta la costruiremo, giorno dopo giorno, insieme". 

"Buon anno scolastico a tutte e a tutti. E, soprattutto, buon vento".