Le imprese toscane accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale, ma non trovano le professionalità necessarie per gestirla. In Toscana, a fronte di un fabbisogno di 33.600 lavoratori specializzati in questa mansione, le aziende faticano a coprire 19.390 posizioni, vale a dire il 57,7% del totale.
Il fenomeno è comune all'intero Stivale, ed è Confartigianato a lanciare l'allarme con una rilevazione che ha analizzato dati 2025, dai quali risulta che in Italia su 621mila richieste di lavoratori con competenze digitali avanzate, ben 316mila, pari al 50,8%, sono risultate di difficile reperimento.
La rilevazione di Confartigianato considera le competenze necessarie alle aziende per l’utilizzo e l’integrazione nei processi aziendali di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.
Come si vede, in Toscana il disallineamento fra offerta di lavoro e personale qualificato effettivamente reperito è ben più consistente rispetto alla media nazionale. Se in valore assoluto il poco ambito primato spetta alla Lombardia (60.960 professionalità introvabili sulle 121.440 richieste, pari al 50,2%), in termini percentuali la vetta del podio va al Trentino-Alto Adige col 60,9% dei lavoratori specializzati in Ia di difficile reperimento. Tallon tallone ecco l'Umbria (60,7%).
Ecco quindi Friuli-Venezia Giulia (58,3%), Marche (57,8%), la Valle d'Aosta a pari merito della Toscana col 57,7% e poi ancora Abruzzo (57%), Emilia-Romagna (56,1%), Sardegna (55,5%), Veneto (55,2%), Piemonte (53,7%).
"L’intelligenza artificiale – sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli – può diventare un potente fattore di produttività e competitività, ma per coglierne le opportunità servono persone capaci di governarla".
"La sfida dell’IA - prosegue - è quindi innanzitutto una sfida sulle competenze: occorre rafforzare la formazione, il raccordo tra scuola, università, sistema formativo e imprese e garantire anche alle micro e piccole aziende l’accesso alle professionalità necessarie".