Questione di ore: da domani 4 Luglio inizia anche in Toscana la stagione dei saldi estivi 2026. E' caccia aperta alle occasioni, per un giro d'affari che l'ufficio studi di Confcommercio stima a livello regionale in 207,2 milioni di euro, con lieve flessione rispetto ai 214,7 milioni dell'estate 2025.
Ad approfittare degli sconti saranno un milione e 030.796 famiglie toscane (il 62% del totale) con un budget di 201 euro a nucleo o circa 92 euro a persona.
In Toscana sono coinvolti oltre 6mila punti vendita tra abbigliamento, calzature, pelletteria, articoli sportivi, intimo e tessili.
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"Consumi prudenti, acquisti sempre più ragionati e la speranza che il turismo estivo possa sostenere le vendite. Si aprono con queste premesse i saldi estivi 2026 in Toscana, un appuntamento ancora importante per il commercio della moda, pur in un mercato profondamente cambiato", è l'attesa che Confcommercio Toscana affida ad una nota in cui viene rilevato il ritorno all'acquisto di capi o oggetti eleganti.
Le regole di vendita
Confcommercio Toscana ricorda le regole per un corretto svolgimento dei saldi:
- Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio.
- Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.
- Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
- Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
- Indicazione del prezzo: in Toscana è obbligatorio indicare il prezzo normale di vendita (il più basso applicato alle generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi) e la percentuale di sconto applicato.
Attese, dati, prospettive
"Guardiamo a questi saldi con cauto ottimismo - affermano da Confcommercio Toscana - poiché rappresentano ancora un'importante occasione per sostenere il commercio di prossimità e confidiamo che, insieme alla buona stagione turistica, possano dare respiro alle imprese del settore. Anche il clima potrebbe contribuire a risultati migliori: il calo delle temperature registrato negli ultimi giorni potrebbe riportare più persone a fare shopping nei centri cittadini”.
“L'avvio della stagione degli sconti si inserisce in un contesto di consumi ancora prudenti, condizionati dalle incertezze economiche e geopolitiche, anche se il rallentamento dell'inflazione contribuisce a sostenere, almeno in parte, la capacità di spesa delle famiglie", osserva Franco Marinoni, direttore generale di Confcommercio Toscana.
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“Le previsioni - argomenta - indicano un mercato sostanzialmente stabile, con un ridimensionamento della spesa rispetto allo scorso anno, ma senza particolari contraccolpi. Oltre 6 toscani su 10 faranno acquisti in questo periodo, segno che gli sconti continuano ad avere un forte richiamo. Ma sarà ancora il turismo, soprattutto quello straniero, a poter fare la differenza per i negozi soprattutto nelle città d’arte e della costa".
"I saldi, estivi ed invernali, restano fondamentali per smaltire le rimanenze e fare spazio alle nuove collezioni, ma oggi incidono solo per il 25-30% del fatturato annuo di un negozio", osserva il presidente di Federmoda Confcommercio Toscana Paolo Mantovani.
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"Del resto, complice il web senza confini temporali o geografici, le promozioni ormai ci accompagnano tutto l'anno - osserva - e gli sconti non sono più l'evento eccezionale di una volta. Per questo il settore continua a confrontarsi con consumi deboli e con una concorrenza online sempre più forte".
Secondo Mantovani, la stagione primavera-estate ha fatto registrare quattro nuove tendenze nelle abitudini dei consumatori: “sono tornati ad acquistare abiti eleganti per cerimonie ed eventi, ma pur sempre versatili e riutilizzabili nella vita di tutti i giorni, e questo non succedeva dai tempi della pandemia. Poi comprano meno d'impulso, valutando con attenzione ogni acquisto, e il cambiamento climatico influenza sempre di più le loro scelte, premiando ad esempio lino, cotone, tessuti leggeri e colori chiari per sopportare il grande caldo. Infine, è tornato a crescere il valore del negozio fisico, dove si cercano consulenza, prova dei capi e servizi personalizzati”.