Cronaca

Le intercettazioni dell'infermiera

Le frasi choc e le testimonianze dei familiari delle vittime aggiungono tasselli al quadro già agghiacciante dell'infermiera accusata

Foto di repertorio

"Almeno così dorme", questa è la frase choc che riecheggia tra le intercettazioni e le testimonianze dei familiari delle vittime dell'infermiera del reparto di Rianimazione. 

A raccontare quanto accaduto quel giorno maledetto in ospedale c'è anche il figlio di Marcella Ferri, la paziente deceduta il 9 agosto 2015. Lui era al fianco della madre quando l'infermiera è entrata per farle un'iniezione con un liquido incolore. Il figlio ha chiesto di cosa si trattasse e la risposta è stata che serviva per farla stare buona. 

Questa è solo una delle testimoniante note, a cui a quel tempo è seguita una segnalazione all'Azienda Sanitaria per i modi non garbati dell'infermiera. 

Nell'ordinanza di custodia cautelare trovano spazio le intercettazioni che ricostruiscono lo stato dell'infermiera, un'operatrice che parla con le colleghe, che chiede se qualcuno ha avuto dubbi su lei e la convinzione che finirà presto in galera. Dubita di se stessa, fa credere di non ricordarsi cosa ha fatto; in altre frasi intercettate dai carabinieri del Nas, che hanno eseguito l’indagine, l’infermiera sembra essere convinta che l’autore dei delitti possa essere un estraneo in possesso delle chiavi del reparto. 

Forse un tentativo di depistaggio, ma con molta probabilità Fausta Bonino sarà interrogata, mentre gli inquirenti continuano a cercare tracce di altri possibili delitti e le motivazioni che potrebbero aver spinto un’infermiera stimata dai colleghi a uccidere.