Il rigassificatore Italis Lng resta a Piombino. Lo si apprende da un provvedimento che riguarda altri impianti simili contenuto nel Decreto Legge dell' 11 marzo 2026, n. 32 "Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni", pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale.
Nel comma 5 dell'articolo 9 "Ulteriori disposizioni urgenti in materia di commissariamenti per la realizzazione di interventi infrastrutturali" infatti si legge che "Allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un'istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell'originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l'autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione. Qualora sia prevista la realizzazione di opere per il mantenimento ovvero l'esercizio degli impianti di cui al primo periodo in altro sito, l'efficacia dell'autorizzazione originaria e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l'autorizzazione integrata ambientale, è prorogata sino all'ultimazione delle opere medesime, fermi restando gli adempimenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1°agosto 2011, n. 151 e al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105".
Ora Snam, società che gestisce il rigassificatore di Piombino, lo scorso Gennaio aveva già presentato richiesta di proroga per altri 2 anni e mezzo.
Nel frattempo gli esponenti del Pd tuonano contro quello che definiscono "un blitz del governo Meloni" e chiedono le dimissioni del sindaco Ferrari dello stesso partito del governo nazionale.
"Il colpo di mano del Governo Meloni, che con il decreto Infrastrutture ha prorogato il rigassificatore di Piombino senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese, è uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di Fdi Francesco Ferrari".
Lo dichiarano in una nota congiunta di Emiliano Fossi Segretario Pd Toscana, di Simone De Rosas Segretario Pd Val di Cornia Elba Piombino, di Fabio Cento Segretario Pd Uc Piombino, dei deputati Pd Laura Boldrini e Marco Simiani, e di Alessandro Franchi consigliere regionale Dem della Toscana.
"Il fallimento del primo cittadino è ormai definitivo: non solo il governo lo ha umiliato calpestando ogni sua richiesta sullo spostamento del rigassificatore ma ha addirittura penalizzato la popolazione non mantenendo le promesse sui benefici per la città. - prosegue la nota - A questo punto, delle due l’una: o Francesco Ferrari era consapevole di tutto e ha scientemente preso in giro i suoi cittadini oppure, usando un po’ di coraggio, dovrebbe trarre inevitabili conclusioni politiche e istituzionali, per salvaguardare la sua dignità e l'intera comunità di Piombino".
In tarda serata è intervenuto anche il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.
"È necessario essere precisi: si tratta di una proroga di natura tecnica, pensata per garantire la continuità operativa del rigassificatore nell’attesa che venga assunta una scelta conclusiva sul suo futuro. - ha dichiarato il sindaco di Piombino - Questo meccanismo è legato alla prosecuzione dell’esercizio fino alla definizione delle procedure autorizzative che possono essere di proroga temporanea, di rinnovo dell'autorizzazione o di collocazione in altro luogo del rigassificatore".
"È inoltre evidente che una decisione di questo tipo arrivi in un contesto internazionale estremamente delicato, nel quale la sicurezza degli approvvigionamenti energetici è tornata al centro delle scelte dei governi europei", ha aggiunto Ferrari.
"Detto questo, la posizione di questa Amministrazione non cambia. - ha proseguito Ferrati - Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla presenza del rigassificatore nel porto di Piombino e continuiamo a ritenere che la sua permanenza rappresenti un elemento di preoccupazione per la sicurezza della comunità e per l’equilibrio del porto".
"Qualora, in un’ipotesi che auspichiamo non si concretizzi, l’impianto dovesse rimanere, il Comune continuerà a svolgere fino in fondo il proprio ruolo istituzionale: vigilare con la massima attenzione sul rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza, a tutela della città e dei suoi cittadini, indipendentemente dalle decisioni che il Governo riterrà di assumere", ha concluso Ferrari.