A Lugnano sono in corso le fasi finali di spegnimento e bonifica dell'incendio divampato lunedì in un capannone di stoccaggio di rifiuti in materiale plastico nell'azienda Delca Energy. Nel rogo sono bruciate 2500 tonnellate di rifiuti plastici stoccati all'interno della struttura, distrutta dalle fiamme.
Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area vanno avanti così come le attività di monitoraggio e campionamento da parte di Arpat e Asl Toscana Nord Ovest, volte a valutare eventuali ricadute ambientali nelle aree circostanti.
L'incendio è divampato la mattina di lunedì 8 Giugno e da tre giorni vede impiegato un imponente dispiegamento di mezzi e vigili del fuoco, arrivati anche da altre province toscane per far fronte all'emergenza.
Intanto, questa mattina, si è svolta un a nuova riunione in prefettura per fare il punto della situazione.
Il rogo, ha spiegato il sindaco di Vicopisano Matteo Ferrucci "E' in fase di spegnimento". I vigili del Fuoco stanno lavorando sugli ultimi focolai e sulla rimozione del materiale ancora presente nell'area, mentre la situazione viene monitorata costantemente dagli enti competenti. Oggi c'è stato anche il via libera per il rientro nelle aziende vicine a quella interessata dall'incendio. Sul fronte delle verifiche ambientali, Ferrucci ha invitato ad attendere gli esiti completi dei campionamenti: "I primi risultati sono già arrivati, ma per avere un quadro completo della situazione sarà necessario attendere due o tre giorni".
I dati di Arpat
Oggi Arpat ha pubblicato un nuovo aggiornamento sui controlli ambientali, con i primi campionamenti sulla vegetazione e i dati delle centraline per la qualità dell’aria.
Nel pomeriggio del 9 Giugno i tecnici dell’Agenzia hanno effettuato prelievi in quattro punti a Ovest dell’incendio, scelti sulla base delle valutazioni meteo-diffusionali sulla dispersione degli inquinanti. Sono stati raccolti campioni di vegetazione spontanea, foglie di insalata, foglie di zucchine e foglie di un albero da frutto.
Oggi, 10 Giugno, i controlli sono stati estesi anche alla zona Est dell’incendio, con altri campioni di foglie di vite selvatica, zucchine e melone. È stato prelevato anche un campione “bianco” nella zona Nord di Cascine di Buti, utile come riferimento per il confronto dei risultati.
I campioni sono stati consegnati al laboratorio Arpat dell’Area Vasta Costa di Livorno. Le analisi serviranno a cercare IPA, PCB, diossine e furani, sostanze che possono essere collegate alle ricadute prodotte da un incendio.
Sul fronte della qualità dell’aria, Arpat ha preso come riferimento le centraline più vicine all’area: Pisa, a circa 10 chilometri a Ovest da Lugnano, e Santa Croce sull’Arno, a circa 15 chilometri a Est. I dati mostrano un lieve incremento del biossido di azoto durante lo sviluppo della colonna di fumo, con un massimo di 25 microgrammi per metro cubo. Il valore resta molto lontano dal limite di legge di 200.
Anche per le polveri si registra un aumento contenuto. Le PM10 sono salite sopra i 20 microgrammi per metro cubo, mentre le PM2,5 sono arrivate fino a 14. Anche in questo caso i valori restano sotto i limiti previsti: 50 per le PM10 e 25 per le PM2,5.
Secondo Arpat, l’incendio può avere contribuito a questi innalzamenti, ma gli incrementi rilevati alla stazione di misura risultano “scarsamente significativi”. L’Agenzia segnala inoltre che, pur con una nube visibile e distribuita anche verso Pisa nell’immagine satellitare dell’8 Giugno, gli effetti di ricaduta sono risultati assenti nei dati finora disponibili.
Nei prossimi giorni Arpat effettuerà ulteriori campionamenti anche nei comuni limitrofi, per verificare eventuali effetti in aree più lontane e potenzialmente interessate dalle polveri. Nuovi aggiornamenti saranno diffusi appena disponibili.