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sabato 24 agosto 2019

Attualità venerdì 09 maggio 2014 ore 07:01

Arrestato il maniaco delle prostitute

video della Polizia di Stato sull'arresto

''Sono finito'' ha dichiarato Riccardo Viti, 55 anni, incensurato, quando polizia e carabinieri lo hanno bloccato nella sua casa in via Locchi



FIRENZE — Il dna di Viti coincide con quello ritrovato a Ugnano nel luogo dove è stata seviziata e uccisa cinque giorni fa Andrea Cristina Zamfir, romena, 26 anni, prostituta occasionale. L'uomo è indagato per altre dieci aggressioni di prostitute avvenute negli anni scorsi (tutte le vittime erano pero' sopravvissute) e il suo dna è stato rilevato in almeno altri tre casi.
Nell'abitazione dell'idraulico le forze dell'ordine hanno trovato anche il nastro adesivo verde contrassegnato 'Azienda ospedaliera di Careggi' utilizzato per legare Andrea Cristina e altre prostitute. Sempre nell'abitazione sono stati rinvenuti due manici di scopa: la vittima è stata violentata e ferita a morte proprio con un pezzo di legno e su uno dei manici sono state intagliate alcune tacche come a misurare differenti lunghezze.

Viti, incensurato, abita con la moglie, originaria dell'est Europa, e il figlio di lei nato da una relazione precedente in un appartamento comunicante con quello dei genitori dell'assassino, al secondo piano di un condominio. Mentre Viti veniva arrestato gli anziani genitori hanno assistito in silenzio, poi la madre gli ha chiesto: ''Ma cosa hai fatto, sei tu il mostro di Ugnano?'' e lui ha risposto: ''Sì, l'ho fatto io, non pensavo che morisse, ho fatto una cazzata''.
L'idraulico, diplomato in ragioneria anche se ha sempre lavorato con il padre idraulico, viene descritto dai vicini come una persona molto riservata ma insospettabile. Sotto sequestro il furgone Fiat Doblò di sua proprietà e una rimessa al piano terreno della casa dei genitori. La moglie di Viti lavora per un'impresa di pulizie che ha un appalto nell'ospedale fiorentino.

Gli inquirenti hanno ricostruito il percorso dell'uomo la notte dell'omicidio grazie alle registrazioni delle telecamere di sicurezza disseminate in città lungo il tragitto, dal momento in cui ha caricato la vittima in auto in via di Novoli fino a Ugnano. Quando è stato arrestato, Viti aveva con sè il giubbotto nero indossato domenica sera. Portato in Questura, è stato a lungo interrogato dal pm Canessa sull'omicidio della romena e sulle altre aggressioni. Fuori dalla Questura, si è presentato il compagno di Andrea Cristina, Yean Ion Manta, padre dei due figli della vittima di 4 e 2 anni che vivono in Romania con i genitori dell'uomo.
''Andrea Cristina domenica sera è uscita intorno alle 22 dicendomi che andava a fare la baby sitter per qualche ora - ha raccontato - Non l'ho piu' vista nè sentita''. ''Andrea Cristina proprio oggi avrebbe dovuto tornare in Romania - ha aggiunto - qui in Italia era molto infelice, stava male, non avevamo soldi. Lei proveniva da una situazione familiare disastrosa, la madre l'ha abbandonata''.

Guarda nella videogallery qui sotto l'intervista integrale a Jean Ion Manta, compagno di Cristina Andrea Zamfir

Il corpo di Andrea Cristina e' stato ritrovato lunedì' scorso crocifisso con nastro adesivo a una sbarra che chiude via del cimitero. L'autopsia ha dimostrato che la giovane e' stata uccisa dalle sevizie sessuali del mostro. La romena, 26 anni, si prostituiva occasionalmente. 

Nello stesso luogo e con le stesse modalità' nel marzo 2013 era stata aggredita e seviziata una prostituta di 45 anni.  Altre aggressioni analoghe sono avvenute negli anni scorsi anche a Firenze e Prato.


intervista a Yean Ion Manta, compagno della vittima


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