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sabato 24 agosto 2019

Attualità lunedì 15 giugno 2015 ore 13:38

Botte e insulti agli studenti di sinistra

Alcuni ragazzi della rete studentesca che avevano partecipato alle Giornate del lavoro sono stati picchiati da 6 uomini. Cgil: "Aggressione fascista"



FIRENZE — A raccontare come sono andate le cose sono stati gli stessi ragazzi, una trentina di giovani umbri e toscani appartenenti alla Rete degli Studenti, che avevano appena assistito all'intervista di Roberto Napoletano a Susanna Camusso, appuntamento conclusivo delle Giornate del lavoro, organizzate a Firenze dalla Cgil nazionale.

"Erano circa le 20 - ha raccontato una delle ragazze  - e stavamo camminando verso piazza Santissima Annunziata, tra tavolini di bar e ristoranti pieni di turisti. A un certo punto abbiamo sentito il rumore di un vetro infranto e poi io ho avvertito un forte dolore alla gamba e ho visto che perdevo sangue. Mi avevano lanciato un bicchiere rotto".

A quel punto c'è stata l'aggressione vera e propria. “Un uomo, intorno alla quarantina, con la testa rasata e a petto nudo ci è corso incontro, ci ha strappato le bandiere di mano e ha cominciato a picchiarci con quelle. Poi sono arrivati altri cinque. Gridavano ‘la Resistenza è morta’, ‘sporchi rossi’, ‘il ‘68 è finito’. Ho notato che uno di loro aveva una svastica tatuata. Poi sono fuggita in un ristorante e quando sono riuscita fuori era tutto finito, loro erano scappati e c’erano la polizia e un’ambulanza che mi ha portata all'ospedale. Solo dopo siamo andati in questura per la denuncia”.

“Un agguato in perfetto stile fascista - ha commentato il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla - contro studentesse prese alla sprovvista, un gesto da vigliacchi, oltre che criminali".

“Un brutto episodio - secondo il segretario generale della Cgil Toscana, Alessio Gramolati - che non oscura la tre giorni ma che offende una città antifascista come Firenze. Ai ragazzi la solidarietà di tutta la Cgil Toscana, con l'auspicio che vengano al più presto individuati i responsabili di un atto così vigliacco”.



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