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lunedì 14 ottobre 2019

Attualità giovedì 26 marzo 2015 ore 13:00

Campi estivi nei musei e nelle biblioteche

Le prime giornate sperimentali, frutto di un accordo fra Regione e Anci Toscana, si terranno a Pasqua nelle province di Siena, Pisa e Firenze



FIRENZE — Il nuovo servizio è rivolto agli studenti delle scuole medie e elementari ed è stato presnetato dalla presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti e dall'assessore regionale Sara Nocentini.

Durante le prossime vacanze pasquali, per avvicinare le generazioni più giovani ad un rapporto con le strutture museali liberato da pregiudizi e resistenze ma di qualità, cinque musei organizzeranno un programma comprendente attività ludico-educative, laboratori creativi, escursioni e momenti di relax. Si tratta del museo Horne, del museo Marino Marini e del museo di Palazzo Vecchio a Firenze; di quello di Santa Maria della Scala a Siena; del museo di Storia Naturale di Calci a Pisa.

Dopo le prime cinque giornate sperimentali, Regione e Anci valuteranno i risultati e definiranno i criteri per l’attivazione dei centri estivi. I finanziamenti verranno erogati attraverso una graduatoria delle proposte presentate da musei e biblioteche toscane. Il tutto con il supporto operativo dei Comuni interessati e una cabina di regia per coordinare tutte le fasi del progetto. 

"Questo è un progetto che avvicina i nostri ragazzi al mondo dell'arte e della cultura in maniera semplice e giocosa, e li aiuta a diventare cittadini più consapevoli domani - ha dichiarato Sara Biagiotti - Con questo esperimento pilota, Anci offre il proprio contributo con l'obiettivo di creare un nuovo modo di operare e di creare nuove sinergie, grazie ad un'attività di coordinamento che cercherà di coinvolgere il maggior numero di Comuni. I centri estivi in musei e biblioteche aiuteranno i giovani studenti a socializzare e a crescere divertendosi ed imparando cose nuove".

"I musei devono diventare sempre più luoghi di vissuto quotidiano - sottolinea l'assessore regionale Nocentini - e il progetto dei Campus è davvero una sperimentazione educativa e formativa che dovrà trovare sbocco in una rinnovata strutturazione degli interventi per i centri estivi . Attraverso forme di gioco, le nuove generazioni possono entrare a contatto con il museo non più vissuto come luogo vecchio e polveroso, ma come passaggio importante di esperienze significative di formazione, grazie ad una didattica incentrata sul gioco, sull'interazione, sull'apprendimento esperenziale dell'ascolto e dell'osservazione".



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