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Attualità giovedì 19 febbraio 2015 ore 17:54

Tolti i siglilli al lago di Londa

Secondo il Tribunale del riesame non ci sono prove che lo svuotamento dell'invaso effettuato a giugno abbia causato l'inquinamento dei fiumi a valle



FIRENZE — Il sindaco di Londa, Aleandro Murras, accusato insieme ad altri due dirigenti dell'Unione dei comuni del Valdarno Valdisieme di illecito smaltimento di rifiuti speciali, danneggiamento di bellezze naturali e alterazione di acque potabili, non ha nascosto la sua soddisfazione. "Con questo provvedimento - ha detto Murras - dimostriamo, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'invaso di Londa non è il lago dei veleni. Le accuse che ci erano state mosse sono state tutte demolite. Sicuramente per me e per tutti i tecnici coinvolti è finito un incubo"

Il Tribunale del riesame di Firenze ha certificato che lo svuotamento dell'invaso effettuato il 14 giugno scorso fu fatto seguendo le linee guida di Arpat. Non solo. L'analisi del laboratorio sui sedimenti defluiti a valle nel momento dello svaso ha rilevato tracce di idrocarburi leggermente superiori alla soglia limite solo in due campioni su 21. Troppo poco per dire con certezza che siano stati questi sedimenti a provocare la morte dei pesci nel torrente Racine, che secondo il Tribunale sarebbero invece deceduti per l'eccesso di fango e limo.

Per quanto riguarda l'intorpidimento del fiume Sieve, secondo quanto scritto dal Riesame nel documento con cui ha disposto la revoca del sequestro preventivo del lago di Londa, sarebbe stato "transitorio e contingente" e risolto direttamente da Publiacqua, che ha adeguato la quantità di disinfettante nell'impianto di potabilizzazione.



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