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giovedì 27 giugno 2019

Cronaca giovedì 14 aprile 2016 ore 10:10

Ecco dov'è il petrolio elbano

Legambiente diffonde la mappa redatta dalla Key Petroleum su cui è evidenziato il giacimento petrolifero dell'arcipelago toscano



CAMPO NELL'ELBA — D 91 ERPU. Una sigla che potrebbe significare molto per il futuro dell'arcipelago toscano e per l'Elba in particolare. E' infatti con quelle poche lettere e numeri che la Key Petroleum, l'impresa petrolifera australiana interessata ai giacimenti nel Mediterraneo ha identificato la zona d'interesse estrattivo a sud dell'Elba.

La scheda, diffusa da Legambiente, evidenzia l'estensione del giacimento sul quale l'impresa ha tentato due volte di mettere le mani e per due volte è stata respinta. La multinazionale del petrolio australiana Key Petroleum ltd aveva compiuto, già nel 2010, dei rilevamenti al largo dell'Elba, ma mentre la zona a nord si rivelò povera di giacimenti, diversi furono i risultati per la zona a sud nel tratto compreso fra Pianosa e Montecristo, circa a 25 miglia dall'Elba dove furono trovati consistenti depositi di gas e petrolio.

Le trivelle furono fermate da iniziative guidate dalla stessa Legambiente e da Goletta Verde che intervenne in difesa del santuario dei cetacei trovando la sponda favorevole dell'allora ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, nonostante l'azienda avesse compiuto già carotaggi e prospezioni sismiche avanzando diritti di sfruttamento. La questione è riemersa nel 2014 quando la compagnia si è fatta avanti di nuovo chiedendo di poter trivellare nelle zone già individuate anni prima ma il presidente Rossi anche questa volta si oppose. 

Il timore degli ambientalisti è che, se dovesse fallire il referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile, la partita potrebbe riaprirsi e l'esito potrebbe non essere quello degli anni passati.

"Se vincesse il no o se non si raggiungesse il quorum - spiega il responsabile toscano del Cigno Verde, Umberto Mazzantini - si riaprirebbe la partita delle trivellazioni e potrebbe rientrare in campo il giacimento a sud dell'Elba con conseguenze disastrose. Prima di tutto sotto il profilo ambientale sull'intero ecosistema della zona e sul santuario dei cetacei, poi sotto il profilo turistico che ne sarebbe gravemente danneggiata, e poi sarebbe un danno anche per i pescatori che già si vedono privati delle zone di pesca dall'accordo con la Francia".

"E non voglio pensare - conclude il responsabile di Legambiente - a cosa succederebbe se si verificasseuno sversamento di petrolio in mare così vicino alle nostre isole". 

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata



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