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mercoledì 07 dicembre 2016

Attualità sabato 23 gennaio 2016 ore 18:15

Migranti, progetti mirati per l'accoglienza

Vittorio Bugli

L'assessore regionale Vittorio Bugli annuncia la preparazione di un software per individuare i percorsi di inserimento di chi arriva

FIRENZE — Regione, prefetture, terzo settore, ma soprattutto Comuni. Sono questi per Vittorio Bugli i centri nevralgici dell'accoglienza in Toscana. Se ne è parlato nel corso di un incontro pubblico organizzato dalla Prefettura di Arezzo.

La Toscana tra il 2014 e il 2015 ha ospitato oltre 6.400 richiedenti asilo e c'è da aspettarsi che con la primavera il flusso riprenda ai ritmi dello scorso anno. "Solo, però, conoscendone la storia e le capacità si possono pensare progetti di inserimento seri e concreti. Abbiamo pensato che fosse necessario un software per raccogliere il profilo di tutte queste persone e fra un paio di settimane - annuncia Bugli - l'avremo disponibile e potremo individuare percorsi idonei di inserimento formativo e lavorativo".

I progetti di inserimento attualmente vengono svolti con i progetti Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Adesso in Toscana ci sono 14 progetti Sprar della durata di 3 anni. "Lo Sprar è il modo migliore per l'inserimento - sottolinea Bugli - ed è auspicabile che molti comuni toscani partecipino al bando del ministero. Per questo, in accordo con l'Anci, abbiamo convocato tutti i comuni e i gestori per il 1 febbraio".

I Comuni, per Bugli, saranno sempre più determinanti e dunque occorre incentivarli. Una delle soluzioni proposte potrebbe essere quella per cui divengono da subito i soggetti che si propongono direttamente per l'accoglienza, gestendo le risorse che provengono dal Ministero, come già ora avviene in alcune situazioni. Per questo servono anche modalità nuove che consentano da subito l'avvio dell'inserimento dei profughi. 

"E' sempre più decisivo - aggiunge l'assessore - che tutti i Comuni abbiano strutture di accoglienza sul proprio territorio e questo funziona meglio se i sindaci possono sceglierle ed entrare anche nella gestione. La fase in cui siamo non consente di non occuparsi di questo tema". 

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