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mercoledì 16 ottobre 2019

Attualità giovedì 23 giugno 2016 ore 16:25

Forteto, la commissione chiede il commissariamento

La commissione d'inchiesta sul Forteto

La relazione della seconda commissione d’inchiesta parla di omissioni commesse dal mondo politico, della giustizia e dei servizi sociosanitari



FIRENZE — La relazione è stata votata in modo unanime dalla commissione regionale d'inchiesta incaricata di indagare sulle responsabilità politiche e istituzionali nella drammatica vicenda del Forteto, la comunità di Vicchio i cui fondatori sono stati condannati per maltrattamenti e abusi sessuali su minori. 

La commissione, presieduta dal consigliere regionale Paolo Bambagioni e di cui fanno parte anche i consiglieri Giovanni Donzelli, Stefano Mugnai, Andrea Quartini, Jacopo Alberti e Paolo Sarti, chiede il commissariamento della cooperativa per "marcare un necessario segno di discontinuità sia formale che sostanziale rispetto alla precedente gestione", si legge nelle conclusioni della relazione. Ma le richieste non finiscono qui: l'invito che arriva dalla commissione è anche, di nuovo, a istituire una commissione d'inchiesta parlamentare sul caso del Forteto, a sciogliere la Fondazione e a inviare gli ispettori al tribunale per i minorenni per verificarne l'operato. 

Proprio del tribunale per i minorenni, secondo la commissione, "emerge chiara la responsabilità enorme - ha detto il presidente della commissione d'inchiesta Paolo Bambagioni - C'erano già state delle sentenze contro i capi del Forteto, ma il tribunale ha continuato ad affidare bambini prima all'associazione, poi a cosiddette famiglie interne a quella comunità". I problemi riguardano anche "i servizi socio-sanitari" che "avevano l'obbligo di fare le verifiche e riferirle al tribunale, ma spesso l'hanno fatto molto male".

In generale quella rilevata dalla commissione è una superficialità nei controlli che riguarda anche il mondo economico e politico. "Quando si parla di coperture politiche, bisogna riferirsi a una specifica parte politica - si legge nelle conclusioni della relazione - quella predominante nella Toscana di allora e in parte di oggi per la quale, in nome dell'ideologia, il Forteto aveva ragione a prescindere". Aspetto a cui lo stesso Bambagioni, nell'esporre i risultati dei lavori della commissione, ha fatto riferimento: "Il centrosinistra aveva gli strumenti per fare le verifiche ma non le ha fatte". 

Quella del Forteto, ha aggiunto Stefano Mugnai, ex presidente della prima commissione regionale d'inchiesta, "è una storia costellata di responsabilità personali, ma a monte c'è un conformismo culturale e politico che fa paura". Il vicepresidente della commissione Giovanni Donzelli ha detto di voler "vedere in galera il Fiesoli, insieme a tutti quelli che hanno abusato di bambini affidati alla cooperativa da servizi sociali e tribunale dei minori". 

Per Andrea Quartini il "commissariamento" e "poteri grandi ad una commissione d''inchiesta parlamentare" sono i risultati di un "lavoro buono, durato nove mesi, che si conclude con un resoconto unanime", mentre Paolo Sarti ha commentato i risultati della relazione come il segno di una "chiara, forte superficialità. Abbiamo riscontrato un modo di lavorare per così dire di routine, molto basato sul passaparola che è un po' tipico della cultura odierna". Di "black out istituzionale" ha parlato Jacopo Alberti per cui "il giochino del Forteto doveva interrompersi nel 1978, con il primo arresto del Fiesoli e invece, grazie ad un blackout istituzionale, siamo arrivati al 2016 e al Forteto è stato permesso di operare in una cosiddetta zona franca. Il Forteto è un caso regionale e una vergogna nazionale". 

Servizio di Dario Pagli
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