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lunedì 14 ottobre 2019

Politica giovedì 25 maggio 2017 ore 15:30

Le cinque domande del Pd a Grillo

Monia Monni, Antonio Mazzeo, Francesco Gazzetti

I consiglieri del Pd hanno rivolto 5 domande agli esponenti del M5S sulla vicenda che ha portato alle dimissioni del consigliere pentastellato Cantone



FIRENZE — "Beppe Grillo, Luigi Di Maio e tutto il direttorio M5s dicano se erano a conoscenza dei reali motivi di queste dimissioni e nel caso si assumano le dovute responsabilità".

È una delle domande che il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale ha rivolto attraverso un video ai leader del Movimento 5 Stelle. 

Ad attaccare il Movimento i consiglieri regionali dem, Antonio Mazzeo, Monia Monni e Francesco Gazzetti: "Le dimissioni di Cantone sono state frettolose, l'ex consigliere regionale M5s non ha detto la verità, e da parte del Movimento si è cercato di compiere un'opera di distrazione di massa, manipolando la stampa e l'opinione pubblica".

Nei giorni scorsi, Enrico Cantone si è dimesso dal suo incarico come consigliere M5s a palazzo del Pegaso per non aver dichiarato al Consiglio regionale due società con sede a Malta, di cui ha parlato anche il settimanale L'Espresso nell'ambito di un'inchiesta sui traffici e gli affari degli italiani sull'isola.

Durante la conferenza stampa il consigliere dem Antonio Mazzeo ha detto: "Loro si professano movimento della trasparenza e noi chiediamo che abbiano la massima trasparenza e ci dicano se della vicenda erano a conoscenza anche i membri del direttorio nazionale del Movimento, e il sindaco di Livorno Nogarin. In questi giorni, si voleva far passare sui giornali Cantone come un eroe ma tra la menzogna e l'eroismo c'è di mezzo un mondo". 

I consiglieri Pd hanno ricordato che Cantone si è dimesso "non per una dimenticanza, come ha raccontato in alcune interviste, ma quando è venuto a conoscenza dell'inchiesta giornalistica". 

Gazzetti ha sottolineato che "anche da giornalista mi sento indignato. Nelle interviste si è cercato di raccontare una versione che non era reale. Questo è un problema politico perché si tratta dell'affidabilità di un intero movimento. Mi chiedo anche perché Nogarin abbia detto che il comportamento di Cantone sia stato coraggioso".

Queste le domande del Pd al Movimento 5 stelle: 

"Giannarelli ha ammesso che da venerdì 12 maggio sapeva dell’inchiesta del settimanale L’Espresso. Perché non l’ha detto prima?"

"Perché per giorni ha avallato la bufala del ricordo improvviso?"

"Perché di fronte a una bugia conclamata ha elogiato il comportamento di Cantone invece di condannarlo?"

"Il sindaco di Livorno Nogarin sapeva dell’inchiesta? Ha condiviso e condivide la linea della bugia sostenuta da Cantone e Giannarelli?"

"Grillo, Casaleggio e Di Maio sapevano dell’inchiesta? Se sì, hanno chiesto loro a Cantone di dimettersi?"



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