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sabato 20 luglio 2019

Attualità lunedì 07 dicembre 2015 ore 13:04

L'impronta di Cannella per sempre nel cuore

Sono centinaia le persone che stanno scrivendo all'associazione che si occupava del labrador che per 12 anni ha fatto compagnia ai bambini in ospedale



FIRENZE — Se n'è andata Cannella, labrador di 12 anni, uno dei cani simbolo delle terapie con gli animali, una quattro zampe speciale che ha contribuito a costruire la storia della pet therapy in Italia, varcando e attraversando mondi nuovi nella sanità.

Donava coccole e cure ai bambini, ai disabili, agli anziani, ai malati, ai ragazzi con autismo, sempre in coppia con i suoi operatori a due zampe.

Centinaia i messaggi che stanno arrivando all'associazione Antropozoa, di cui Cannella faceva parte,  che si occupa da 20 anni di attività assistite con gli animali e che è in Italia il punto di riferimento della pet therapy pediatrica

La morte della labrador ha colpito molte persone che stanno mandando messaggi fisici e virtuali, anche attraverso la pagina Facebook di Antropozoa, a Francesca Mugnai, l'esperta di pet therapy con cui Cannella “lavorava”.

In molti l'hanno incontrata negli ultimi 12 anni nei reparti dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove era di casa: entrava dalla porta principale, come tutti i cani di Antropozoa, e aveva libero accesso col suo operatore umano in tutti i reparti, anche quelli più delicati come l'oncoematologia e la rianimazione. Tanti bambini l'hanno rappresentata nei loro disegni, moltissimi genitori l’hanno amata per la sua capacità di accompagnare nel silenzio e nel dolore della malattia i piccoli, con leggerezza, delicatezza e tanta generosità. Una dote naturale, ma anche imparata grazie alla sua lunga esperienza di lavoro in coppia con il suo operatore umano.

Cannella è stato il primo cane a costruire un modello di intervento nella umanizzazione delle cure, integrando il suo modo di essere, pieno di empatia, con il reparto in cui si trovava. 

È stata anche una maestra per tanti altri 4 zampe di Antropozoa. Migliaia di bambini hanno incontrato e amato il suo musetto e quello sguardo che parlavano da soli. 

La sua presenza ha permesso agli operatori sanitari di fidarsi di un cane sia a livello emotivo che igienico sanitario, di costruire protocolli e di credere che anche la cura con la coda è speciale e in certi momenti davvero fondamentale nell’accompagnare e sostenere i piccoli. Era amata dai medici e dagli infermieri che avevano imparato il suo modo di comunicare attraverso il suo sguardo, la sua calma.

Molti i bambini che ha convinto ad alzarsi dal letto dopo difficili interventi neurologici: è stata per loro uno stimolo a reagire psicologicamente e fisicamente.

Ha accompagnato molti piccoli nella malattia fino all'ultimo giorno, soffrendo per la loro partenza e consolando in maniera istintiva le loro famiglie.

In suo nome nascerà un gruppo donatori di sangue, composta da cani generosi che oltre a distribuire sorrisi potranno aiutare altri loro compagni a 4 zampe.

“Per noi è stata una compagna, una collega, un'amicaha detto Francesca Mugnai - Grazie al suo istinto, abbiamo potuto testare insieme a Cannella nuove prospettive della pet therapy della quale è stata una pioniera. Non verrà mai dimenticata. I messaggi di affetto che ci stanno arrivando anche dall'estero testimoniano che è rimasta nel cuore e nella mente di molte più persone di quanto potessimo immaginare, lasciando l'impronta della sua zampa in tanti cuori”. 



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