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domenica 22 settembre 2019

Attualità venerdì 11 maggio 2018 ore 10:31

"Con i populismi la solidarietà si sfilaccia"

Jean Claude Juncker

Le parole del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker durante il suo intervento a The State of the Union, l'evento dedicata all'Europa



FIRENZE — "Populisti e nazionalisti hanno avuto materia per alimentare loro sentimenti e aumentare distacco dagli altri a causa della crisi migratoria". Queste il cuore dell'intervento del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker a "The State of the Union", la tre giorni dedicata all'Europa e che oggi si concentra a Palazzo Vecchio a Firenze dopo l'inaugurazione di ieri alla Badia Fiesolana con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Quello di Juncker è stato un discorso incentrato anche sulla fase immigratoria che sta attraversando l'Europa negli ultimi anni, con uno sguardo alla fase populista di alcuni partiti così che, come ha detto il presidente della Commissione Europea,  "la solidarietà si sfilaccia e si perde poco a poco così i Paesi del Nord Europa hanno riscoperto un'espressione che detesto: il club del Mediterraneo, si deve usare solo per il turismo", per indicare il Sud Europa che affronta il flusso profughi. Invece "Europa e solidarietà vanno insieme. La solidarietà fa parte del patto fondatore dell'Europa".

Il presidente della Commissione europea ha voluto sottolineare come, "ancor prima dei piani" che sono stati definiti", la Commissione si sia lanciata "nel rilanciare la solidarietà".

A questo proposito ha ricordato quel piano che viene chiamato con il suo nome: "Ma se sarà un successo sarà considerato con il suo nome per intero, se non funzionerà resterà piano Junker", ha aggiunto. Il Piano investimenti, ha proseguito, oggi ha permesso di mobilitare "285 miliardi. E' un ottimo inizio, ma non basta e abbiamo come obiettivo 500 miliardi entro il 2020, e 600 entro 2022".

Sempre per quanto riguarda l'immigrazione Juncker ha chiesto di "Riformare il sistema di Dublino" per creare un nuovo sistema di asilo.

"In occasione della crisi migratoria - ha detto il presidente della Commissione Europea - e prima con la crisi economica e finanziaria, ho scoperto che ci sono europei che sono pronti" a uno sforzo solidale, "ed europei part-time, che a volte partecipano, a volte no, ma parlano molto: vorrei che tutti i paesi europei fossero europei a tempo pieno". 

Secondo Juncker "ci sono state crepe nella solidarietà europea, apparse evidenti nel contesto della crisi migratoria. Io ero fra quelli che credevano si dovesse riconoscere la dignità del popolo italiano e greco che avevano chiesto più solidarietà: ci siamo uniti a loro, non si potevano lasciare quei paesi abbandonati a se stessi. La nostra risposta per dar loro man forte purtroppo è stata troppo tardiva".

La seconda giornata della conferenza europea ''The State of the Union'' ha visto protagonisti tra gli altri, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani; il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker; il governatore della Bce Mario Draghi; il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che chiuderà i lavori.

Per primo sul palco nel salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio è stato il sindaco di Firenze Dario Nardella: "Le città hanno ruolo di accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sono energia per la vita, per il futuro, per l'Europa", ha affermato il sindaco. "Firenze - ha aggiunto - interpreta il proprio ruolo di attore, non di spettatore dell'integrazione europea".

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è soffermato nel suo intervento sulla futura politica di coesione, criticandone un'impostazione che "rischia di far prevalere ancora una volta l'idea di un'Europa dell'austerità che poi dà spazio all'Europa dei demagoghi. Abbiamo invece bisogno di un'Europa della crescita e della democrazia".

Poi è stata la volta del presidente del parlamento Europeo Antonio Tajani che ha aperto il suo intervento a ''The State of the Union'' sull'anacronismo di voler uscire dall'Europa: "Uscire dall'Europa non ha alcun senso come non ha alcun senso uscire dalla moneta unica: sarebbe anacronistico", sottolineando che serve un'Europa più politica: "Non siamo perfetti ma cambiare significa migliorare, andare avanti e non tornare indietro, e la prima cosa da fare è avere un'Europa sempre più politica. La prima riforma da fare è quella della primazia della politica che significa primazia dei cittadini".

"L'Italia crede nella politica estera e senza una difesa europea difficilmente potremo essere incisivi a livello globale", ha continuato il presidente del Parlamento Europeo, ricordando anche che "quando si parla di immigrazione e di sicurezza si parla di solidarietà e non possono essere solo i Paesi del sud ad affrontare il problema immigrazione". E, ricordando la questione della riforma del Trattato di Dublino a sottolineato che "non possiamo accettare che siano solo i problemi del sud ad affrontare l'emergenza rifugiati".

L'Europa deve avere una visione comune sull'Africa per non rischiare di avere in un prossimo futuro "milioni di africani che si sposteranno" e a quel punto "sarà impossibile intervenire. Dobbiamo farlo oggi, è nostro interesse ed ecco perché ho insistito per un vero piano Marshall per l'Africa", ha detto Tajani ricordando che rispetto ai segnali dati fino ad oggi "dobbiamo fare ancora di più" e "dobbiamo rassicurare i cittadini europei", perchè "l'allarme sociale a volte è maggiore della realtà", ha proseguito soffermandosi anche sul caso di Macerata.

"E' un allarme sociale crescente abbiamo il dovere di rimandare a casa chi non rispetta le regole: chi le rispetta non può avere lo stesso trattamento di chi viene a delinquere".



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