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martedì 20 agosto 2019

Cronaca lunedì 04 febbraio 2019 ore 11:30

Soldi sporchi per comprare chili di oro in Toscana

Operazione tra Francia e Italia della guardia di finanza. Smantellata una banda che riciclava milioni ricavati dal traffico di droga. 19 arresti



FIRENZE — Aveva solidi agganci in Toscana l'organizzazione criminale smantellata dalla guardia di finanza di Firenze nell'operazione internazionale messa a segno con la Gendarmeria Francese e con l'Europol. Le indagini sono iniziate due anni fa. Arrestate diciannove persone, quasi tutte nord africane, e sequestrati 550mila euro di denaro contante, oro per oltre un milione di euro, orologi di lusso e dieci autovetture. Le perquisizioni sono state 30 e in Toscana sono scattate a Firenze e Arezzo

Proprio ad Arezzo l'organizzazione, specializzata nel riciclaggio di enormi quantità di denaro ricavato da traffico di stupefacenti ed evasione fiscale, era riuscita ad acquistare grosse partite di oro attraverso due intermediari commerciali della zona: in tutto si parla di 30 chili del prezioso metallo per un valore di circa 600mila euro. L'oro era trasportato in Francia e da lì spedito in Algeria su imbarcazioni pubbliche grazie alla complicità di personale compiacente all'interno delle compagnie di navigazione. Ai due intermediari commerciali è stata notificata la ratifica da parte dell'autorità giudiziaria italiana. 

L'organizzazione si muoveva con una tecnica rodata, l'Hawala, cioè il meccanismo che permette di trasferire denaro all'estero senza lasciare traccia. In altre parole una sorta di banca sommersa in cui tutto si basa sulla fiducia, utilizzata spesso da gruppi etnici per trasferire somme di denaro nei propri paesi, generalmente Asia, Africa e Medio Oriente, senza passare da money transfer e intermediari finanziari che per legge sono tracciati. Le indagini hanno permesso di risalire alla rete di componenti della banda, quasi tutti algerini, che in diverse città francesi raccoglievano il denaro contante, di solito dai 10mila ai 700mila euro. I soldi poi erano consegnati a un coordinatore sempre in Francia che si incaricava di mandare tutto in Algeria. In un mese potevano essere spediti anche sette milioni di euro. Vista la tecnica adottata dai componenti della banda, l'operazione è stata battezzata con il nome di 'Collecteurs 13', cioè collettori di denaro.



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