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martedì 23 luglio 2019

Attualità giovedì 10 agosto 2017 ore 12:18

E' emergenza sanitaria per i tumori della pelle

I melanomi sono in aumento, per questa emergenza sanitaria la Regione ha istituito la Rete clinica regionale per il melanoma e i tumori della cute



FIRENZE — I tumori della pelle sono in aumento, in Toscana come nel resto d'Italia e in tutta Europa. Per dare risposta a questa emergenza sanitaria la Toscana ha istituito, prima regione in Italia, la Rete clinica regionale per il melanoma e i tumori della cute.

In Europa l'incidenza del melanoma negli ultimi decenni è andata raddoppiandosi ogni 12-15 anni, tanto che oramai si parla di "epidemia di melanoma". 

Anche in Toscana si registra un aumento, con una stima che è passata da un nuovo caso ogni 180 individui negli anni '90 ad un nuovo caso ogni 120 individui attualmente, per un totale di circa 1.000 casi per anno, mentre i pazienti che effettuano biopsia del linfonodo sentinella per melanoma sono circa 350 ogni anno e circa 70-80 quelli sottoposti a linfodenectomia nell'intera regione.

Il melanoma colpisce frequentemente l'età giovane-adulta, nella fascia di età 20-44 anni è il secondo tumore come incidenza dopo il tumore della mammella nelle donne e il tumore del testicolo negli uomini.

Ogni anno, in Italia, il melanoma fa registrare circa 1.500 decessi. Nella stragrande maggioranza, circa l'85 per cento dei casi, viene diagnosticato in fase precoce e questo fa aumentare considerevolmente la probabilità di guarigione, si parla infatti di prevenzione primaria, che si esplica attraverso campagne sanitarie che fanno diminuire l'incidenza (molto importante nei bambini), e di prevenzione secondaria con l'incremento proprio della diagnosi precoce che fa diminuire la mortalità specifica e aumentare la sopravvivenza.

La lotta al melanoma si basa essenzialmente sulla prevenzione, su una diagnosi precoce e il trattamento chirurgico; l'asportazione di melanomi "sottili" si associa ad un'ottima sopravvivenza, circa il 95% per lesioni <1 mm di spessore, mentre la stessa si riduce al 50-55% per lesioni >4 mm di spessore.

Nelle forme avanzate la svolta è avvenuta con l'avvento delle nuove terapie target a bersaglio molecolare e dell'immunoterapia, la sopravvivenza dei malati con malattia metastatica è passata dal 5 al 20-25 per cento dopo 3 anni e, in alcuni casi, oggi può arrivare fino a 10 anni.

La rete regionale è costituita da tre poli, rappresentati da una Melanoma Unit per ciascuna Area Vasta nella quale vengono integrate le strutture dell'Azienda USL con quelle dell'Azienda ospedaliero universitaria, in raccordo con Ispo. 

Ciascuna Unit è formata da un team multiprofessionale, del quale fanno parte professionisti della AUSL e della AOU, composto oltre che dai dermatologi da oncologi, chirurghi plastici, radiologi, radioterapisti, medici nucleari, genetisti, anatomopatologi, psicologi e riabilitatori. 

Sono già attive la Melanoma Unit dell'Area vasta Centro coordinata dal dottor Lorenzo Borgognoni e la Melanoma Unit dell'Area Vasta Nord Ovest la cui responsabilità è stata affidata al dottor Giovanni Bagnoni ed è in via di costituzione la Unit dell'Area Vasta Sud Est.

Investimento sulla prevenzione, metodiche innovative per la diagnosi, terapie avanzate, stretta collaborazione tra i professionisti, integrazione operativa con le università e i centri di ricerca regionali per sviluppare la ricerca del settore sono i punti di forza che caratterizzano la Rete regionale.

Obiettivo primario dell'istituzione della Rete è quello di offrire ai pazienti il massimo delle potenzialità diagnostiche e terapeutiche, in un percorso che mette in forte connessione gli ambulatori territoriali per la prevenzione e la prima diagnosi, con i servizi ospedalieri a cui verranno inviati i casi che necessitano di ulteriore approfondimento con tecniche diagnostiche di ultima generazione e l'esecuzione di intervento chirurgico per l'asportazione e la ricostruzione.

La Rete regionale per il melanoma e i tumori della cute ha anche il compito di promuovere la ricerca, in collaborazione con l'Università e i Centri di Ricerca Toscani. A tal scopo è già stata formalizzata una collaborazione con il CNR di Pisa per un'attività di ricerca traslazionale, che ha l'obiettivo finale di velocizzare le applicazioni cliniche di nuovi biomarcatori di malattia e di risposta terapeutica, migliorare la caratterizzazione genetica della neoplasia per il trattamento personalizzato, sviluppare e testare tecniche di imaging avanzato per la diagnostica precoce e tecniche innovative di rilascio mirato e controllato di farmaci per accrescere la loro efficacia terapeutica, riducendone al tempo stesso gli effetti tossici.

Cosa ci dicono gli esperti per prevenire la comparsa del melanoma: "Almeno una volta l'anno le persone dovrebbero farsi controllare da un dermatologo esperto. Il consiglio è quello di sottoporre ad uno specialista tutto ciò che sulla pelle muta velocemente o appare all'improvviso. La prevenzione primaria abbatte il rischio: è necessario esporsi ai raggi del sole con le dovute regole, aumentando di giorno in giorno i minuti, per permettere lo sviluppo graduale dello schermo cutaneo di melanina che è un meccanismo di difesa dell'organismo". 

Il problema principale è rappresentato dai raggi ultravioletti, i cosiddetti Uvb che agiscono, in particolare, fra le ore 11 e le 16 e che sono meno penetranti ma più energetici di altri tipi di raggi e agiscono soprattutto sullo strato intermedio fra superficie della pelle e sottocute, dove si trovano i melanociti che, se eccessivamente stimolati, possono subire alterazioni della loro attività che possono portare alla comparsa di lesioni anche dopo molti anni.

Sotto i tre anni i bambini non andrebbero mai esposti al sole in maniera diretta, una scottatura grave da piccoli raddoppia la possibilità di sviluppare un tumore cutaneo in età matura.



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