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Cronaca mercoledì 13 dicembre 2017 ore 11:34

Rifiuti pericolosi, sette aziende nei guai

Operazione interregionale e interforze tra Toscana, Lombardia, Liguria, Lazio, Campania e Puglia. Sono 13 le persone indagate, sette aziende coinvolte



FIRENZE — Cento carabinieri forestali, con la collaborazione di polizia giudiziaria dell’Arpat, dell’Agenzia delle Dogane e della Capitaneria di Porto, hanno dato esecuzione ad un’attività delegata dalla DDA della Procura della Repubblica di Firenze per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere. Sono 13 le persone indagate e 7 le aziende coinvolte

I militari hanno operato con perquisizioni e ispezioni in sei regioni: Lombardia, Campania, Puglia, Liguria, Lazio e Toscana

Si apprende che tra i provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria ci sono anche alcune perquisizioni a commercialisti delegate al Gico della Guardia di Finanza.

Agli indagati è contestato il fatto di aver allestito, in concorso tra loro, un'attività abusiva continuativa di cessione, ricevimento, trasporto, di ingenti quantitativi di rifiuti speciali anche pericolosi, mediante l’insieme delle condotte messe in opera sia degli addetti agli impianti, attraverso una abusiva miscelazione di rifiuti pericolosi e trasporto e conferimento dei medesimi declassificati a rifiuti non pericolosi o a materie prime seconde e o a merci, da parte di soggetti non abilitati, in quanto autotrasportatori non in possesso della necessaria iscrizione abilitante l’attività di trasporto di rifiuti speciali pericolosi.

I rifiuti per cui si indaga sono rifiuti ferrosi rottami e rifiuti legati al comparto delle acciaierie (dichiarati illecitamente come materie prime secondarie o come rifiuti non pericolosi) provenienti anche dall’estero. Alcune imprese dichiaravano operazioni di recupero mai effettuate. 

Si è appreso che per una azienda della Toscana, si procederà per traffico illecito di rifiuti costituiti da scaglia di laminazione, carbone fossile, coke, ilmenite

I soggetti coinvolti operano nelle provincie di Firenze, Livorno, Taranto, Brescia e Bergamo. Il traffico è sia sul territorio nazionale che in ingresso verso l'Italia dall'estero



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