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lunedì 16 settembre 2019

Cronaca giovedì 03 agosto 2017 ore 14:46

Bomba, uno degli anarchici incastrato dal dna

Smascherato dal codice genetico l'uomo che ha assemblato l'ordigno esploso in faccia all'artificiere Mario Vece. Arrestato con altri sette anarchici



FIRENZE — Secondo gli investigatori è lui l'uomo che ha assemblato materialmente l'ordigno esploso la mattina del 1 gennaio scorso davanti alla libreria 'Il Bargello' di via Leonardo da Vinci, vicina agli ambienti di Casa Pound. Un'esplosione violentissima, costata l'amputazione di un braccio e la perdita dell'occhio destro all'artificiere Mario Vece

All'uomo, fermato dalla polizia stamattina, la polizia è arrivata grazie al ritrovamento di un frammento di dna sotto al nastro adesivo con cui erano tenuti insieme i pezzi della bomba. Stando alla ricostruzione dei fatti, l'uomo pochi giorni dopo l'episodio si è allontanato da Firenze, muovendosi prima in Italia e poi in Europa. Dopo una serie di spostamenti, si è fermato in Francia per poi rientrare in Italia e fermarsi a Firenze dove è stato bloccato. 

Nel complesso sono otto i decreti di fermo disposti nei confronti di altrettante persone che gravitano attorno a diverse realtà anarco insurrezionaliste in tutta Italia. Cinque di loro, tra cui l'uomo individuato attraverso il frammento di dna, sono accusati dell'attentato alla libreria di via Leonardo da Vinci, mentre gli altri tre sono accusati dell'attentato incendiario alla caserma dei carabinieri di Rovezzano avvenuto il 21 aprile 2016. In quel caso furono lanciate delle molotov. 

Due dei ricercati hanno cercato di fuggire asserragliandosi sul tetto di una palazzina, detta 'La riottosa', al Galluzzo. Si tratta di un edificio abbandonato e occupato dal 2007. 

L'operazione congiunta di polizia e carabinieri è scattata all'alba, ha riguardato le province di Firenze, di Roma e di Lecce ed è arrivata al termine di una serie di complesse indagini che hanno comportato anche intercettazioni e pedinamenti. Indagini, ha detto Eugenio Spina, dirigente superiore della polizia di Stato a capo del servizio centrale dell'antiterrorismo, che "sono partite la notte stessa dell'attentato, con un sopralluogo della polizia scientifica durato tutta la notte e l'intero giorno successivo". Spina ha poi precisato che quello avvenuto a Firenze la mattina di Capodanno "è stato un attentato ben organizzato" davanti al quale "ci siamo subito rimboccati le maniche". Alle investigazioni hanno partecipato anche le digos di Torino, Genova, Padova, Perugia e Latina. 

Gli otto arresti di oggi, in ogni caso, non sono l'epilogo della vicenda. "Altri soggetti restano da individuare" ha spiegato ancora Spina. Il riferimento, in particolare, è agli accertamenti su una presunta associazione a delinquere nata all'interno dei gruppi anarchici fiorentini, a seguito dei quali il 31 gennaio scorso il gip di Firenze aveva già emesso dei provvedimenti restrittivi. 



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